In ordine crescente di preferenza, i libri letti a febbraio 2026 e che non saranno oggetto di altri post.
Sappiamo davvero cosa desideriamo? E quanto sono pericolosi i nostri desideri? Un messaggio d'amore inviato alla destinataria sbagliata dà inizio a una storia ridicola che sospinge il protagonista verso esiti sempre piú grottesca. L'errore iniziale, pur nella sua casualità, logora gli argini, e nel giro di pochi giorni un marito irreprensibile, affidabilissimo padre di tre figli piccoli, comincia a modificare lo sguardo distratto con cui ha sempre guardato quella che fino a ieri era solo una compagna di lavoro. Il desiderio prende forma, esige di essere realizzato. Domenico Starnone con Destinazione errata scrive una risibile e caricaturale storia di crisi di coppia. Brutta davvero.
Tra le ceneri di un mondo in rovina, un agente del comandamento trova una lettera: "bruciare prima di leggere". Inizia così la strana corrispondenza tra due agenti rivali, Rossa e Blu, emissarie di due fazioni in lotta, ciascuna desiderosa di controllare il passato per dominare il futuro. Ma quella che è iniziata come una sfida a distanza presto si trasforma in qualcosa di diverso. Qualcosa di epico, qualcosa di romantico, qualcosa che potrebbe farle uccidere. Perché in fine dei conti c'è una guerra in corso. E qualcuno deve vincerla. Non è così che funziona?
Sicuramente particolare Così si perde la guerra del tempo di Amal El-Mohtar e Max Gladstone.
Mokoya e Akeha, le gemelle figlie della Protettrice Sanao, sono state affidate al Grande Monastero da bambine per adempiere a una promessa. Mokoya ha sviluppato un talento profetico, Akeha ha sempre avuto il dono di comprendere quali motivazioni si celano dietro le azioni degli adulti. Mokoya ha illuminazioni su ciò che sarà, Akeha comprende cosa potrebbe essere. Entrambe hanno visto il marcio che si annida nel cuore del Protettorato. Il momento della confermazione segna la prima divisione nel destino delle due gemelle. Altre ne seguiranno: Akeha infatti non vuole più essere una pedina negli intrighi orditi da sua madre, così si lascia tutto alle spalle e parte in cerca del proprio cammino, fino a che la sua strada non incrocerà quella dei Macchinisti che si ribellano allo strapotere del Tensorato.
Con la saga del Tensorato, di cui Le maree nere del cielo è il primo libro, Neon Yang spalanca le frontiere più innovative del silkpunk.
La guerra, l’amore per una madre e per la lingua d’adozione, l’emigrazione, la violenza, l’identità, la scoperta del corpo e della perdita, una vita intera a capire cosa significa diventare cittadini di un altro paese: nel romanzo d’esordio del poeta Ocean Vuong, Brevemente risplendiamo sulla terra, Little Dog è la voce narrante che ricostruisce in una lettera alla madre la storia della sua famiglia, segnata dalla guerra del Vietnam e dall’emigrazione negli Stati Uniti. Arrivati in America nel 1990, Little Dog e sua madre Rose si stabiliscono in Connecticut, dove lei si mantiene facendo manicure e pedicure. Ma la donna soffre di un disturbo da stress post-traumatico che si manifesta in violenti scoppi d’ira contro il figlio, alternati a gesti di tenerezza assoluta. Con loro abita la nonna Lan, che ha vissuto il dramma della guerra in prima persona: fuggita da un matrimonio combinato con un uomo molto più anziano, è costretta a vendersi ai soldati americani per mantenersi. Little Dog, crescendo, si fa interprete del dialogo impossibile tra le generazioni della sua famiglia tutta al femminile, unendo due donne che non parlano l’inglese e faticano a integrarsi nella cultura americana. Prendendosi cura degli altri, Little Dog impara a conoscere se stesso, dal difficile rapporto con i suoi coetanei che lo prendono di mira per la sua diversità, fino alla scoperta dell’amore.
Davvero il destino di ciascuno di noi è già scritto? È questo che pensano gli ex alunni della III A quando, superato l’esame di maturità, siglano il «patto sciagurato» che li vincolerà fino all’ultimo giorno. Del resto il tempo della scuola è l’unico a rimanere immobile: anche dopo trent’anni non saranno le rughe o i chili in più a contraffare la sagoma di un vecchio compagno di banco. Ma quando di mezzo ci sono il demone della competizione e il miraggio di un premio favoloso le variabili si moltiplicano. E così un accordo nato quasi per scherzo si tramuta in una sfida senza esclusione di colpi per rimanere in vita il più possibile. 22 luglio 1975: la data fatidica in cui una classe del liceo, festeggiando con una cena il primo anniversario dell’esame di maturità, decide di stipulare un accordo di sangue e denaro. Ognuno dei trenta ex alunni verserà tutti gli anni una cifra, e il capitale sarà investito in modo da generare - col trascorrere dei decenni - un’autentica fortuna. Il meccanismo è semplice: la riffa terminerà quando saranno rimasti in vita soltanto tre compagni di classe, e a quel punto i superstiti potranno godere del montepremi. Ma i rancori sopiti, gli amori taciuti, le promesse e le invidie nate sui banchi di scuola s’infiammano un anno dopo l’altro. E quando ogni 22 luglio si rivedranno a cena, si informeranno dei malanni altrui per prevedere il prossimo di loro che passerà a miglior vita. Fino a trasformare i protagonisti di questa storia in giocatori seduti al tavolo di un’immaginaria roulette. E si sa che ogni gioco ha le sue regole e i modi per aggirarle: scommesse clandestine, tresche, sospetti, tentativi di omicidio, improbabili macumbe e soprattutto il Caso, che agisce scompigliando anche il piano meglio architettato.
Michele Mari con I convitati di pietra ha scritto un romanzo giocoso, tra “Compagni di scuola” e “Final Destination”.
La vita di Eriko sembra perfetta: una famiglia amorevole, un appartamento impeccabile e un prestigioso lavoro nella divisione di prodotti ittici di una delle più grandi aziende del Giappone. Il suo ultimo progetto, reintrodurre il controverso pesce persico del Nilo nel mercato giapponese, è ambizioso quanto lei. Ma sotto la superficie immacolata si nasconde una solitudine divorante: Eriko non è mai riuscita a stringere un’amicizia vera ed è per questo che è affascinata da Shōko, una popolare blogger di lifestyle che segue ossessivamente. Shōko vive una vita di caos controllato: un appartamento disordinato, cene da asporto acquistate al konbini, un marito gentile e rilassato. L’opposto della tipica casalinga perfetta. Quando Eriko organizza un incontro “casuale” con Shōko, le due donne instaurano un legame bizzarro. Shōko sembra affascinata da lei ed Eriko crede di aver finalmente trovato ciò che ha sempre desiderato. Eppure, via via che l’ossessione di Eriko si acuisce, il suo comportamento sempre più possessivo inizia a destare sospetti. Fino a che punto sarà disposta a spingersi per non perdere la migliore amica che abbia mai avuto?
Dopo il successo globale del bel romanzo Butter, Asako Yuzuki con Aquarium realizza una nuova inquietante esplorazione su cibo, solitudine e femminilità nel Giappone contemporaneo. Un romanzo su un’amicizia tossica, la fame di connessione e i modi silenziosi e ordinari in cui le nostre vite possono andare fuori controllo. Con un’acutezza tagliente e una disarmante empatia, l’autrice indaga cosa siamo disposti a fare per essere visti e cosa accade quando chi ci vede non apprezza ciò che trova.
L’Europa guarda nell’abisso. La peste e la carestia si diffondono sul territorio, i mostri si annidano in ogni ombra e gli avidi principi non si curano di nulla se non delle proprie ambizioni. Solo una cosa è certa: gli elfi torneranno, e divoreranno tutti. A volte, solo i sentieri più oscuri portano verso la luce. Sentieri che i giusti non osano percorrere. Ed è per questo che, nascosta sotto il sacro splendore del Palazzo Celeste, esiste la Cappella segreta della Sacra Convenienza: una sorta di corpo d’élite, composto da creature bandite, condannate e molto potenti, e incaricato di portare a termine le missioni più pericolose e segrete per conto di Benedetta I, la Papessa bambina. Ora al malcapitato Fratello Diaz toccherà guidare questo gruppo di misfits per mettere sul Trono di Troia la legittima erede (una scapestrata ladruncola) e unire la chiesa divisa contro l’apocalisse in arrivo.
Con I demoni Joe Abercrombie offre un Suicide Squad o Tunderbolts in chiave grimdark fantasy.
Gli storici Franco Cardini e Alessandro Vanoli raccontano una storia millenaria tra Oriente e Occidente attraverso e attraversando La via della seta, una strada - o meglio una rete di strade -, un fascio di percorsi terrestri e marittimi hanno spostato nel corso dei secoli uomini, merci e conoscenze dall'estremità orientale dell'Asia sino al Mediterraneo e all'Europa. Romantica e recente, l'espressione «via della seta» restituisce il senso di un mondo vasto, attraversato fin dai tempi antichi da guerre e conflitti ma animato anche dal fervore di scambi commerciali, culturali e politici. Fra montagne e altipiani per questo cammino sono transitati spezie, animali, ceramiche, cobalto, carta, e naturalmente la seta. Alessandria, Chang'an, Samarcanda, Bukhara, Baghdad, Istanbul: sono alcune delle tappe di un viaggio millenario che giunge fin dentro al nostro presente. Perché la via della seta non è solo un racconto del passato, ma ha a che fare con il nostro futuro globale.
Orlando di Virginia Woolf è la biografia che diventa romanzo di un eroe che diventa un’eroina e che vive parecchi secoli. Non ci vuole molto a capire che il suo tema non è l’immortalità, né il sesso, né la letteratura (o quella sua versione ministeriale che definiamo storia), né Vita Sackville-West a cui il libro è dedicato, amica intima dell'autrice e scrittrice a sua volta. Il tema è piuttosto lo slittamento o, meglio ancora, la trasformazione, la metamorfosi: di un corpo nell’altro, di un sesso nell’altro, di un genere nell’altro (alludendo tanto all’identità di genere quanto al genere letterario). Ciò che il personaggio Orlando e la sua vita fantastica dicono è che dentro ognuno non esiste un sé prestabilito e rigido, pietrificato nella propria identità, bensì molti sé fluidi, instabili, che, scivolando l’uno nell’altro e sull’altro, mutano incessantemente pur conservando al proprio interno elementi di continuità. Perciò la biografia non può che essere romanzo, così come il maschile è anche femminile, e viceversa.





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