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sabato 3 dicembre 2016

letture di novembre

Si conferma ottima la lettura delle indagini di Cormoran Strike, il nuovo splendido personaggio - e notevole anche la caratterizzazione degli altri protagonisti, comprimari e comparse di questa serie di thriller - di J.K. Rowling (o Robert Galbraith che dir si voglia), che anche con La via del male si è dimostrata veramente e sorprendentemente capace di reinventarsi e trovare nuove strade di scrittura, evitando di rimanere prigioniera di quel capolavoro che è stata la saga di Harry Potter.

Finalmente portata a conclusione anche la lettura dell'ultimo grande romanzo di Murakami Haruki che mi mancava, L'uccello che girava le viti del mondo, e il suo surrealismo kafkiano in cui tutto è insieme assolutamente improbabile e perfettamente coerente ha sempre il suo fascino.

Interessante sia sotto il profilo letterario sia sotto quello storico l'immersione nelle vie e tra la gente della città partenopea proposta da Matilde Serao ne Il ventre di Napoli.

Non entusiasmante il romanzo breve o racconto lungo di Valerio Evangelisti Gocce nere.

Per un aggiornamento didattico, qualche spunto di riflessione e operativo interessante lo offre il volumetto Storytelling digitale a scuola di Nicoletta Di Blas, per uno disciplinare, invece, Il mercante dall'antichità al Medioevo di Andrea GiardinaAron Jakovlevic Gurevic.

lunedì 31 ottobre 2016

letture di ottobre

Ogni tanto ritorno a Dave Eggers, questa volta con il bel Conoscerete la nostra velocità, struggente e ironico, geniale e irriverente. Un po' piatto ed eccessivamente cronachistico il romanzo su Alessandro Magno di Klaus Mann.
Arriva al 6° volume e continua a essere appassionante e graficamente esaltante la Saga fumettistica di Brian K. Vaughan, di cui - letto in prospettiva cinematografica - ho molto gradito anche l'avventura del Dottor Strange Il giuramento.
Per la saggistica, interessanti alcuni contributi della fenomenologia curata da Matteo Pellone di un mito (post)moderno quale James Bond, così come il saggio di Giuseppe Panella sulla scrittura di Curzio Malaparte L'estetica dello choc. Sempre piacevoli e ricchi anche i brevi saggi di Alain Badiou, come quest'ultimo appello alla corruzione della gioventù e invita a La vera vita.
Continuando le letture nietzschiane, il bel confronto tra Nietzsche e Foucault sui temi della corporeità e del potere svolto da Stefano Berni nell'ottica di una critica radicale della modernità, la biografia intellettuale di Friedrich Nietzsche scritta da Lou Andreas-Salomé, il noioso Atlante della sua vita e del suo pensiero curato da Giorgio Penzo, il mal scritto - come tutti i libri di Salvatore Natoli, secondo me e al di là dell'interesse dell'argomento - Nietzsche e il teatro della filosofia, il percorso su Il nichilismo di Franco Volpi.

domenica 9 ottobre 2016

appello alla corruzione dei giovani

Con il suo ultimo La vera vita - espressione di Rimbaud che rappresenta il tema della filosofia - il francese Alain Badiou, uno dei massimi filosofi viventi, si rivolge ai giovani al riguardo di quel che la vita può offrire, delle ragioni per le quali occorre assolutamente cambiare il mondo, ragioni che, per ciò stesso, impongono di assumersi dei rischi. 
Questo rivolgersi ai giovani diviene un appello alla loro corruzione, nel senso di tentare di dimostrarle che esiste una falsa vita, una vita devastata, ridotta con ogni mezzo alla pura e semplice soddisfazione delle pulsioni immediate, e che, invece, per conquistare la vera vita bisogna lottare contro le prevenzioni, i preconcetti, l'obbedienza cieca, le consuetudini ingiustificate. 

«Fondamentalmente, corrompere la gioventù significa una cosa sola: tentare di fare in modo che la gioventù non ripercorra i sentieri già tracciati, che non sia semplicemente votata a obbedire ai costumi della città, che possa inventare qualcosa, proporre un altro orientamento per quel che riguarda la vita.
La gioventù ha due nemici interioriIl primo nemico è quella che potremmo chiamare la passione per la vita immediata, per il piacere, per l'istante. Quando questa passione organizza una vita intorno al singolo giorno, una vita appesa all'immediato del tempo, una vita in cui il futuro è invisibile o comunque del tutto oscuro, allora si viene indotti a una forma di nichilismo, una forma di concezione dell'esistenza che non ha alcun senso unificato. Una vita privata di significato, e dunque incapace di durare nel modo in cui dura una vita vera e propria. Quello che allora si chiama "vita" è un tempo ritagliato in istanti più o meno buoni, più o meno cattivi, e in fin dei conti avere più istanti possibili che siano pressappoco accettabili è tutto quello che si può sperare dalla vita. In definitiva, questa concezione smembra l'idea stessa della vita, la disperde, ed è il motivo per cui questa visione della vita è anche una visione della morte. La morte afferra la vita e la decompone, la strappa al suo significato possibile.
Dall'altro lato, la seconda minaccia interiore di un giovane è apparentemente opposta. Ovvero la passione per la riuscita, l'idea di diventare ricchi, potenti, di avere successo. L'idea non già di consumarsi nella vita immediata ma al contrario di trovare un posto al sole nell'ordine sociale esistente. La vita diviene allora la somma degli stratagemmi utili al successo, a costo, per riuscirci, di sottomettersi meglio di ogni altro all'ordine vigente. Non è il regime della soddisfazione immediata, del godimento, è il regime del progetto ben costruito, efficace.
In fondo, quando si è giovani, senza saperlo chiaramente si è preda di due possibili orientamenti dell'esistenza: la passione di bruciarsi la vita, la passione di costruirla. È perché esistono queste due passioni contrarie che i giudizi sulla giovinezza sono da lungo tempo così opposti. Giudizi in netto contrasto, fra l'idea che la giovinezza sia un momento meraviglioso e l'idea che la giovinezza sia un momento terribile dell'esistenza».

I giovani devono dunque accordare la propria soggettività a un compito completamente nuovo: l'invenzione di una nuova simbolizzazione.

«Nulla è più importante che fare attenzione ai segnali che indicano che potrebbe accadere altro da quel che accade. Esiste ciò di cui siete capaci, e allora si tratta della costruzione della vita, dell'utilizzo delle proprie capacità, ma esiste anche quello di cui ancora non sapete di essere capaci, ed è questa la cosa più importante: ciò che si scopre quando ci s'imbatte in qualcosa di imprevedibile. Ad esempio, quando ci si innamora sul serio, quando si partecipa a una sollevazione in favore di una nuova idea, quando cresce in voi una vocazione artistica, quando siete attratti da questioni scientifiche inedite. In tutti questi casi, si scopre in se stessi una capacità che si ignorava.
Si può dunque dire che esiste quel che voi potete costruire, ma che esiste anche quel che vi fa andare più lontano; esiste quel che vi può "sistemare" ma esiste anche la vostra capacità di viaggio, d'esilio. Esiste quel che volete costruire, quello di cui siete capaci ma esistono anche i segni di ciò che vi chiama a partire, ad andare oltre quello che sapete fare, costruire, "sistemare". Costruire e partire, partire verso quel che possiamo essere, verso ciò che è la vostra autentica realtà. Bisogna scoprire ciò di cui si è capaci, per quel che riguarda una vera vita creatrice e intensa, bisogna risalire verso la propria capacità».

La funzione del filosofo, da sempre, è quella di corrompere il giovane, di invitarlo a scoprire il soggetto di cui è capace, a trovare la "violenza nuova" attraverso la quale affermare, per la gioia dei veri padri, il mondo nuovo che intende creare.

venerdì 30 settembre 2016

letture di settembre

Veramente poche pagine lette questo mese.

Glamorama, ultimo romanzo che mi mancava di Bret Easton Ellis

Per la saggistica filosofica, lo scritto sull'insegnamento di Nietzsche e la politica del nome proprio Otobiographies di Jacques DerridaLa creazione del mondo di Jean-Luc Nancy, Il nodo di Gordio che raccoglie i due testi di un dialogo indiretto tra Ernst Jünger e Carl Schmitt su Oriente e Occidente nella storia del mondo.

Ancora un volume, L'attacco dei mostri di neve mutanti, con le strisce di Calvin & Hobbes realizzate da Bill Watterson.

mercoledì 31 agosto 2016

letture di agosto

La strada stretta verso il profondo Nord, di Richard Flanagan, è la bella storia di un uomo, un medico e soldato fatto prigioniero durante la seconda guerra mondiale, che si rifiuta di smettere di aiutare la gente a vivere: non è un buon chirurgo, né una bella persona, ma non smette di fare ciò che può e deve.
Due ottime conferme sono il secondo romanzo sherlockiano di Anthony Horowitz, Moriarty, e gli interrogatori filosofici di Dave Eggers su i miti d'oggi, la legge e la giustizia, l'educazione e la natura, le istituzioni e la libertà I vostri padri, dove sono? E i profeti, vivono forse per sempre?
Sempre una gradevole lettura quella di Stephen King, Chi perde paga.
Molto deludente La sostanza del male di Luca D'Andrea: trama inconsistente e diluita, accozzaglia incapace di decidersi tra thriller, horror e dramma.
Interessante e suggestiva la filosofia in metafore e storie di Andrea Tagliapietra, Alfabeto delle proprietà.
Ancora su Nietzsche: Il soggetto e la maschera di Gianni VattimoIl culmine e il possibile di Georges BatailleArte e verità di Franco Rella e Susanna Mati, Il politeismo e la parodia di Pierre Klossowski, Guerra alla guerra di Jean-Pierre Faye, Le lacrime di Nietzsche di Irvin D. Yalom.

domenica 31 luglio 2016

letture di luglio

Come il precedente e come i seguenti, mese le cui letture - e riletture - girano fortemente intorno e vicino a Nietzsche: Sproni di Jacques DerridaDivenire molteplice di Gilles Deleuze, Nietzsche e l'eterno ritorno di Karl LöwithLa filosofia di Nietzsche di Eugen FinkCaratteri filosofici di Peter Sloterdijk, L'essenza della filosofia di Wilhelm Dilthey, Cultura e critica di Jurgen Habermas,  Filosofia contro Accademia di Fernando Savater, Krisis Pensiero negativo e razionalizzazione di Massimo CacciariIl doppio cervello di Nietzsche di Roberto Dionigi, Nietzsche e l'Aurora della misura di Benedetta Giovanola, L'inattuale, idea pedagogica di Giovanni Maria Bertin, Ermeneutica e genealogia di Salvatore Natoli, Lettere e note su Nietzsche di Paul Valéry.

Unici romanzi, La moglie perfetta di Roberto CostantiniI figli della mezzanotte di Salman Rushdie.

giovedì 30 giugno 2016

letture di giugno

In preparazione del prossimo mese, che da un po' di anni è quello del festival del contemporaneo PopSophia - dove la filosofia indaga il pop e il pop racconta la filosofia -, un po' di letture in cui filosofia e cultura popolare si ibridano, si affrontano e si scoprono. Ovviamente si inizia dal tema di quest'anno del festival, Il Ritorno della Forza, con Star Wars and Philosophy: libertà e predestinazione nella famiglia Skywalker, stoicismo e filosofie orientali nel culto Jedi, ambiguità morali, il problema del male e della sua giustificazione, l'etica della guerra, la questione della tecnica, i dilemmi dell'intelligenza artificiale, la dialettica hegeliana, interrogativi politici su tirannide, democrazia e repubblica.
Due letture per Sherlock Holmes - tema anche dei buoni apocrifi di Luca Martinelli Il palio di Sherlock Holmes e Sherlock Holmes e la morte del cardinale Tosca - con il mediocre The Philosophy of Sherlock Holmes e con il migliore Sherlock Holmes and Philosophy: Holmes come lo spinoziano uomo saggio capace di non essere affetto dalle passioni che rendono schiavi - modello che pone le basi per eroi moderni come Dr. House, Bones, Spock -, le regole del ragionamento logico deduttivo, induttivo e abduttivo, uno studio sull'amicizia, il tema della noia, i rapporti con la fortuna, l'azione, l'immaginazione, l'inganno e la menzogna.
Ancora filosofia e letteratura con il bel Stephen King and Philosophy: Dio e il male, la costruzione dell'identità femminile in un confronto tra Carrie e Simon de Beauvoir, la sfida tra transumanismo e bioconservatorismo, Roland della serie La Torre Nera e il nicciano eterno ritorno - ma anche l'etica utilitaristica -, l'analisi aristotelica dell'amicizia e i racconti di Stagioni diverse, l'Overlock Hotel di Shining come foucaultiana eterotopia, utopia e distopia in L'uomo che corre e La lunga marcia, il genere horror e la compassione schopenhaueriana, viaggi nel tempo e preveggenza. 
Passando ai fumetti, Batman Unauthorized: il realismo e il grottesco, sovversione e conservatorismo, l'essenza del Joker, la figura paterna di Ra's al Ghul, la (im)possibilità di un ritiro per Bruce Wayne, la follia di Arkham.

In Deadpool Killustrated il mercenario chiacchierone dei fumetti Marvel, consapevole di essere solo un personaggio dei comics e di vivere in una dimensione perciò fittizia, e vista l'impossibilità di liberarsi e di liberare gli altri da tale realtà di finzione perché gli autori continuano a riscriverli, decide di andare alla fonte del problema, a quella realtà prima e ideale da cui il suo mondo finto deriva, cioè la letteratura classica e si mette a ucciderne tutti i protagonisti (Moby Dick, Don Chisciotte, Dracula, etc.) cosicché il mondo dei fumetti non possa più essere riscritto perché ne è venuto a mancare il modello, l'archetipo, l'idea. Deadpool uccide i classici per porre fine a quel mondo falso, di favola, di finzione, che sa essere la sua realtà. Più che un fumetto un saggio filosofico.

Da aggiungere: il non splendido ma lunghissimo romanzo di Yehoshua Kenaz Non temere e non sperare, sul servizio militare nello Stato di Israele; il thriller Un finale perfetto del sempre affidabile John Katzenbachfinito il seminario a scuola sulle Meditazioni metafisiche di Cartesio; molto interessante e ricco di spunti, suggestioni e temi da approfondire il saggio di David Graeber sul perché ci perseguita e insieme ci rende felici la Burocrazia; i saggi di Gianni Vattimo raccolti in Le avventure della differenzaquelli di Carlo Sini su semiotica e filosofia di Eracle al bivio, quelli di Claudio Magris sul "grande stile" nella letteratura moderna in L'anello di Clarisse.

Inizia, infine, un periodo di letture su Nietzsche con la biografia di un'apolide dell'esistenza scritta da Massimo Fini, l'introduzione di Gianni Vattimo e uno dei primi saggi critici sul filosofo, Il culto di Nietzsche di Ferdinand Tönnies.

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