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giovedì 31 dicembre 2015

letture di dicembre (II)

L'ultima avventura dell'ex commissario della Polizia norvegese Harry Hole, il magnifico personaggio creato da Jo Nesbø, rappresenta uno straordinario finale per una travolgente e sempre in crescita serie. In realtà un non finale, perché non tutti gli assassini sono catturati, non tutti i corrotti smascherati, non tutti i buoni salvati, non tutte le verità rese pubbliche, non tutti i crimini risolti, ma è perfetto così perché la giustizia è a venire e non coincide con la legge, l'ordine non può escludere il caos e non è nelle forze della polizia e della politica.

E per una saga che finisce, una comincia, e comincia bene Les italiens di Enrico Pandiani.

Per i classici della cultura giapponese le riflessioni di Tanizaki Junichiro Sulla maestria e  il racconto storico-folcloristico di Ishikawa Jun su I demoni guerriri.

Completo la lettura dei romanzi di Fabio Geda recuperando la storia vera di Enaiatollah Akbari che nel suo viaggiare e crescere tra Afghanistan, Pakistan, Iran, Turchia, Grecia e Italia scopre che Nel mare ci sono i coccodrilli.

Il contrabbasso di Patrick Süskind, monologo di un semplice orchestrale letto in vista dello spettacolo teatrale del prossimo gennaio.

La raccolta di interventi su Bond, James Bond prova a spiegare e analizzare, indagare e raccontare, i motivi del mito e del successo dell'agente segreto più famoso del mondo: eroe della democrazia presente che lotta contro le macchinazioni ai danni del sistema dato, eroe del glamour e di un lusso non aristocratico e (quasi) accessibile, eroe pop ridondante fino all'esasperazione e votato all'ibridazione di genere, eroe epico contemporaneo logorato dal tempo e dal fato ma forte nella volontà di battersi e di non cedere.

Del breve e denso saggio di Alain Badiou  sulla Metafisica della felicità reale ho già scritto. Dei due saggi d'arte di Jean Clair, Il nudo e la norma e Medusa, scriverò a breve.

martedì 29 dicembre 2015

letture di dicembre (I)

Un po' di fumetti e graphic novel.
Rick Remender è uno dei miei scrittori di fumetti preferiti e lo conferma sia con la sua produzione supereroistica per la Marvel, come il graphic novel "vendicativo" Rage of Ultron, sia con quella al di fuori della  Casa delle Idee, come i primi due volumi del fantascientifico Black Science, Caduta eterna e Benvenuto, Nessundove.
Mi sono deciso a leggere il primo graphic novel di LRNZ (Lorenzo Ceccotti) dopo aver apprezzato le sue illustrazioni per le edizioni italiane Einaudi de La strana biblioteca di Murakami Haruki e delle splendide copertine per quella mediocre saga fantascientifica di Jeff VanderMeer che è La trilogia dell'Area X. Così Golem si è rivelato graficamente appagante, con quella sua traccia in chiave manga che non esaurisce e su cui non si appiattisce, però, lo stile di LRNZ, e godibile a livello di storia e di scrittura.
Stessa cosa non si può certo dire per quella cronaca storica per racconto e immagini che è Chernobyl di Paolo Parisi. Quest'opera è la summa di tutto ciò che un graphic novel non dovrebbe essere e che invece, mi sembra, almeno sul mercato italiano spessissimo è (in particolare, duole dirlo, quelli pubblicati da BeccoGiallo come questo): storia banale e brutti disegni, questo tipo di prodotto sembra il rifugio di chi non sa né scrivere narrativa né disegnare fumetti e pensa di mettere insieme due incapacità ottenendo chissà come un risultato positivo. I temi impegnati non fanno che peggiorare il tutto dando al prodotto la pretesa di essere un qualcosa di serio e impegnato, di importante e imprescindibile. Nel complesso sembra un libro realizzato da chi non "sa" scrivere per chi non "sa" leggere ma vuole darsi arie di intenditore. Pessimo.
Torna con il quinto volume la Saga di  Brian K. Vaughan, con una storia che recupera il mordente in parte calato nel precedente capitolo: tanti morti e sempre ottimi disegni.

domenica 20 dicembre 2015

metafisica della felicità reale

Il breve e denso saggio del filosofo francese Alain Badiou, Metafisica della felicità reale, parte dalla certezza che ogni filosofia sia una metafisica della felicità, perché altrimenti essa non varrebbe una sola ora di sforzo: imporre al pensiero e alla vita le faticose prove della dimostrazione, della logica, dell'intelligenza, dell'attenta lettura - così come, però, anche del rischioso impegno nelle manifestazioni politiche e negli amori privi di garanzie - non avrebbe senso se tutto ciò non fosse necessario all'esistenza della vera vita. Definendo la felicità come l'affetto del vero, come il segnale infallibile di qualunque accesso alle verità, Badiou procede in quattro tempi.
Primo chiarisce il vantaggio della filosofia, del nutrire in sé un desiderio di filosofia. La filosofia è insieme un desiderio di rivoluzione e un'esigenza di razionalità - una "rivolta logica", direbbe Rimbaud -, pretende di pensare e realizzare l'universale ma è sempre anche una scommessa e un investimento arrischiato, un lancio di dadi. Il mondo attuale, però, sembra inapprobriato a questo carattere della filosofia: alla sua rivolta oppone la pretesa di essere nella sua forma realizzata già un mondo libero, per cui non occorrerebbe volerne auspicare uno migliore; alla sua logica oppone la dimensione illogica di una comunicazione incoerente che propone solo uno spettacolo privo di memoria; alla sua universalità oppone da una parte l'astrazione monetaria, il denaro quale unico segno che universalmente circola e si scambia, dall'altra la frammentazione in gruppi definiti e chiusi e in individui concorrenti che difendono ognuno i propri privilegi; al suo rischio, infine, oppone l'ideale del calcolo della sicurezza. La filosofia, il suo desiderio rivoluzionario, è allora un vantaggio perché impedisce che l'idea della vera vita e di una felicità reale sia ridotta da questo mondo alla mera soddisfazione consumatrice che esso, invece, propone.
In seguito affronta la necessità dell'anti-filosofia (quella di Nietzsche e soci) quale antidoto contro la trasformazione della stessa filosofia in accademismo e noia, quale elemento di rottura con il corso del mondo, con i suoi sentieri degli usi ordinari e con l'assunzione delle idee dominanti. Gli anti-filosofi ci ricordano che il soggetto esiste solo nell'elemento teso e paradossale della scelta e della scommessa e che nessuna felicità è immaginabile se l'individuo non va oltre il tessuto delle mediocri soddisfazioni nelle quali sguazza per diventare il soggetto di cui è capace. Essi invitano a affidarsi agli incontri, a votare la propria fedeltà a ciò che è ufficialmente bandito, a ostinarsi lungo i sentieri dell'impossibile, a andare fuori strada. Così l'anti-filosofia tiene acceso e vivo il desiderio di rivoluzione della filosofia stessa.
Ancora, affronta di petto la domanda "come cambiare il mondo?". La risposta di Badiou è quella di diventare una parte soggettiva delle conseguenze di un evento locale, di restare fedeli a un evento. Se un evento è una rottura locale nell'ordinario divenire del mondo, la cui forza risiede nel fatto che esso espone qualcosa del mondo che restava nascosto, rivela una parte del mondo che non esisteva precedentemente, rimuove un vincolo facendo emergere chiaramente possibilità inedite di pensiero e azione, allora il prendervi parte e restarvi fedeli con disciplina consente di scoprire in se stessi una capacità attiva che si ignorava di possedere. Un evento è una promessa della possibilità che sia possibile qualcosa che anteriormente era impossibile, è un processo concreto nel mondo che sviluppa le diverse forme di possibilità di quanto era impossibile. Questo consente all'individuo un godimento dell'impossibile, una vittoria contro la finitudine, l'accadimento, in se stesso, del soggetto che scopre di poter diventare. E questa è la felicità reale secondo il filosofo francese: una nuova forma che sia una vittoria sulla dittatura della soddisfazione, il godimento di un'esistenza potente e creatrice di qualcosa che dal punto di vista di questo mondo era impossibile. Come cambiare il mondo? Essendo felici, ma si dovrà pagarne il prezzo che è quello di esserne a tratti davvero insoddisfatti.
Infine, pone questo legame tra verità e felicità nel contesto della sua stessa scrittura filosofica, prospettando un nuovo testo che formi e completi una trilogia con i suoi precedenti L'essere e l'evento e Logiche dei mondi.
La felicità è una vittoria contro la finitudine, è un godimento finito dell'infinito.

lunedì 30 novembre 2015

letture di novembre

Poche letture questo mese, e poche righe di recensione.
Molto bello e in perfetta sintonia con l'originale la nuova avventura di Sherlock Holmes scritta da Anthony Horowitz, La casa della seta, che riesce a essere fedele nello stile, nelle atmosfere. nei dialoghi, ma nello stesso tempo a non appiattirsi e fermarsi al già detto e raccontato.
Prima di darmi all'ultimo capitolo della saga di Harry Hole di Jo Nesbø, recupero la seconda avventura del poliziotto norvegese, da poco tradotta e pubblicata in Italia, Scarafaggi.
Con le due migliori storie del volume concludo I Maigret 1 di Georges Simenon: L'impiccato di Saint-Pholien e Una testa in gioco.
A fatica porto a conclusione la trilogia dell'Area X di Jeff VanderMeer: se già il secondo libro, Autorità, era stato deludente e piatto, ma poteva avere la scusa di essere un capitolo di passaggio, il terzo, Accettazione, è assolutamente inconcludente. Ci si poteva fermare al decente, ma nulla più, primo libro.
Sempre divertenti e ironiche ma anche riflessive e non banali le nuove tavole di ZeroCalcare raccolte in L'elenco telefonico degli accolli.  

sabato 28 novembre 2015

dieci anni

Dieci anni fa, il 28 novembre 2005, pubblicavo il mio primo post da blogger. Allora su piattaforma splinder, con il nick di heraclitus e su una pagina chiamata aenigmata. Dopo è arrivato nicce, dapprima su unsaved by the bell e, infine, qui su popfilosofico.
Grazie a tutti quelli che hanno letto, commentato, dato un sguardo a ciò che scrivo, a chiunque si sia imbattuto in un mio post nel corso di questa decade.


sabato 31 ottobre 2015

letture di ottobre

Riprendono le letture di genere e di serie e saghe.
Per Jo Nesbø altri due ottimi romanzi con protagonista Harry Hole: Il leopardo e Lo spettro. Il poliziotto norvegese è sempre più giusto e al di là della legge insieme, forte e vulnerabile, esposto e pronto a dar corpo e vita agli spettri che lo abitano, assillano, infestano e a una giustizia che è sempre e ancora tutta a venire: a lasciare che il proprio corpo porti i segni, le tracce, le ferite e le cicatrici del suo rispondere all'appello della giustizia, a lasciare che la propria vita venga messa a rischio dalla chance di veder venire la giustizia. La serie si avvia a conclusione in maniera spettacolare e perturbante, meravigliosa e incredibile.

Il mio terzo romanzo di John Katzenbach è Il professore: rapimenti a scopi sessuali, perversioni e siti internet, psicologia e malattia, spettri e sacrifici, desideri e doveri.

Ritorno anche a due classiche serie inglesi come quella di Sherlock Holmes (Arthur Conan DoyleLe memorie di Sherlock Holmes) e quella di James Bond (Ian FlemingIl Dottor No e Solo per i tuoi occhi) e a una francese come quella del commissario Maigret (Georges Simenon, Il defunto signor Gallet).

Prima esperienza non esaltante con il giallista italiano Massimo Carlotto, il cui Arrivederci amore, ciao non mi sembra affatto un'immersione nel cuore nero e nella società patinata ma un thriller superficiale e poco emozionante.

Bello il prodotto fumettistico scritto da Rick Remender fuori dalle grandi case (Marvel) e realizzato invece nella libertà e nell'indipendenza del creator-owned: il primo volume di Deadly Class, 1987. Gioventù reganiana, proietta il lettore nella cultura della seconda metà degli anni Ottanta, col suo edonismo e la sua violenza, la sua droga e la sua musica, la sua politica e il suo nichilismo, il suo main stream pop e i margini delle sue sottoculture. Il tutto ambientato in un'esclusiva scuola per aspiranti assassini.

Continua con altri quattro volumi la nuova edizioni delle tavole di Calvin & Hobbes di Bill Watterson: La vendetta del baby-sitterato, Il progresso tecnologico fa "boink", La vita che stress, Tigrotto psicotico con istinto omicida.

Il saggio dello storico dell'antichità Domenico Musti sull'origine dell'idea di Demokratìa.

mercoledì 30 settembre 2015

letture di settembre

Due delusioni, di grado diverso, da due seconde letture.
Dopo quel capolavoro di Player One, a Ernest Cline non riesce di bissare il successo con Armada. Non un brutto romanzo, sempre piacevole l'immersione nella cultura pop, ma i livelli di trama e di capacità narrativa non raggiungono assolutamente quelli dell'opera prima.
Inutile testo di passaggio verso la conclusione il secondo libro della trilogia dell'Area X di Jeff VanderMeer, Autorità. Se il primo libro mi aveva incuriosito senza appassionarmi, presentandosi come una gradevole lettura di genere, questo secondo mi ha annoiato e fatto solo venir voglia di leggere il seguito per togliermi questa saga di torno.

Due testi di letteratura giapponese.
Di Mishima Yukio, il racconto La spada, piccola perla affascinante, con tutta la sua etica ed estetica di arti marziali e lame.
Di Murakami Haruki, la raccolta di racconti Uomini senza donne. Traditi senza capirne il motivo, incapaci di vera intimità, seduttori infine innamoratisi ma rifiutati, feriti e abbandonati, capitali nel momento sbagliato, sette brevi storie di uomini che per motivi e in modi diversi si ritrovano senza donne, soli come un unicorno che innalzi il suo corno al cielo. Per me Murakami nei racconti non dà, però, il meglio di sé.

Sempre gradevole la lettura delle piccole commedie umane di Honoré de Balzac. Così è per Alla casa del gatto che gioca a palla.

martedì 8 settembre 2015

il colore in strada

Sui muri la vita spirituale e materiale di una società divengono inseparabili: è su di essi che si incarnano la memoria e l'autocoscienza di una città, essere di superficie che non smette di darsi a vedere, di comunicare l'immagine di sé, di parlare di se stessa. I muri sono una cosa politica, sono lo spazio di proiezione e di produzione fantasmagorica pubblica e condivisa - tanto per scritture e immagini ufficiali, quanto per umori del popolo, opinioni individuali, proteste e ribellioni - nel quale insieme la città si costituisce materialmente e si fa autocoscienza spirituale. Sui muri una comunità riflette su se stessa, sul proprio ethos collettivo e sulla propria moralità concreta: è su di essi che ogni cittadino apprende i saperi politici condivisi, le regole pubbliche, i valori civici universalmente riconosciuti, l'assiologia della città. 
In questa che è un'antica tradizione - della morale su pietra - si iscrive anche la pubblicità, che rappresenta l'ultima trasformazione di questo sapere pubblico del bene e del male che oriente le nostre scelte e definisce i nostri costumi. Bene, quindi, se la street art riporta il colore nel grigio delle città, se la creatività urbana rivitalizza i muri dei centri storici stagliandosi sul quartiere, o se si fonde con le vite di periferia, partecipa ad esse e fa prendere forma alle visioni dei suoi abitanti, ai giochi dei suoi ragazzi, alla morale dello sport che vi si pratica.

 
 





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martedì 1 settembre 2015

marvel's philosophy

Lidi Filosofici organizza MARVEL'S PHILOSOPHY. La meravigliosa filosofia del fumetto.
A Ostia (Roma), presso l'Aula Magna dell'istituto superiore Faraday (via Capo Sperone, 52), il 4 e 5 settembre 2015 si svolge la prima edizione della Summer School organizzata da Lidi Filosofici. Quest'anno il programma dei corsi prevede X-Men, Avengers, altre realtà del mondo del fumetto (Watchmen, The Walking Dead) e percorsi trans-mediali (cinema, serie tv) per affrontare "caldi" temi filosofici: libertà, etica, identità, estetica, tecnica. Perché la filosofia nasce dalla meraviglia (marvel).
L'iniziativa è totalmente gratuita. Vieni a scoprire cosa succede quando Nietzsche incontra Thor.
La scuola di formazione di Lidi Filosofici è aperta a tutti: lo studente interessato alla filosofia e/o al fumetto scoprirà nuove vie di accesso al pensiero e al piacere del testo (filosofico o fumettistico che sia); l'insegnante vi troverà opportunità di aggiornamento, suggestioni, spunti di riflessione didattica; l'appassionato di fumetti potrà avere dell'oggetto della propria passione una "realtà aumentata" dall'indagine filosofica così da godersi maggiormente l'esperienza di lettura.
È possibile la frequenza sia all'intero programma della scuola sia a singoli corsi. La scuola ha durata di due giorni, il 4 e 5 settembre (con orario venerdì 4 dalle 15.00 alle 19.00, e sabato 5 dalle 9.30 alle 19.00) e si svolge presso l'Aula Magna dell'istituto superiore Faraday, via Capo Sperone 52, Ostia (Roma).



lunedì 31 agosto 2015

letture di agosto

Anche questo mese, tra le letture, diversi classici della letteratura: molto belli i romanzi di Thomas Hardy Tess dei d'Urbeville e di George Eliot Il mulino sulla Floss. Con echi di letture nietzschiane l'avventura marinara Il lupo dei mari di Jack London.

Completo la lettura dei romanzi di Jonathan Lethem con Chronic City, tra belle, ingenue e cresciute ex star-bambino di una popolare sit-com televisiva ancora in replica per tappare i palinsesti, ex critici rock abili ermeneuti della cultura pop e paranoici del complotto, ghost-writer di improbabili personalità, astronauti bloccati in orbita intorno alla Terra, assistenti di un miliardario sindaco di New York, spacciatori di droghe dai nomi alla moda, giornali che escono in edizioni "senza guerra" scultori di fiordi e buchi, appartamenti per cani, tigri fuggite che si aggirano per le strade e i sotterranei della città, una neve che non smette di cadere al di là delle stagioni. Cosa è vero e cosa fittizio? C'è un mondo reale che pullula di simulazioni o un mondo simulato che pullula di cose reali? O il mondo è al tempo stesso concreto e fasullo, forgiato, contraffatto e azzardarsi a dividere il falso dal reale è solo una follia, uno sforzo condannato al fallimento?

Dopo averlo atteso per tanti anni, finalmente pubblicato nella sua interezza in italiano ho letto La carte postale di Jacques Derrida, con le sue magnifiche cartoline di Invii, insieme "romanzo" d'amore epistolare e storia dell'eredità filosofica della diabolica coppia Socrate-Platone; il suo Speculare su Freud, sulle pulsioni che vanno al di là del principio di piacere, più forti sia della vita sia della morte, e sulla psicanalisi di Lacan con cui si confronta anche nella lettura de La lettera rubata di Poe in Il fattore della verità, verità che non può che imporre l'elemento di finzione della propria manifestazione, perché è esso che le permette di essere o di divenire ciò che è, di prodursi.
La filosofia della narrazione di Adriana Cavarero in Tu che mi guardi, tu che mi racconti, allaccia i fili del mito (Ulisse, Orfeo ed Euridice), della letteratura (Karen Blixen) e della riflessione filosofica (Hannah Arendt).

Per Bruce Lee, i suoi appunti su Il tao del dragone e la ricostruzione dei suoi esercizi per esprimere al meglio fisico e anima e raggiungere La perfezione del corpo.

venerdì 7 agosto 2015

letture di luglio - extended

Troppo poco mi sono dedicato a scrivere sui testi letti durante lo scorso mese di luglio. Perciò provo a recuperare un po' qui, tornando almeno su un paio di saggi di filosofia per i quali è giusto spendere qualche parola in più.

In Canone inverso Tommaso Ariemma propone una teoria generale dell'arte, dalla narrativa europea alla Dickens alla produzione popolare nipponica e alla nuova serialità statunitense, che si rivela un ibrido capace di mettere insieme la fruizione tipicamente cinematografica che punta all'effetto simultaneo sui sensi, sul pathos corporeo prodotto da immagini e suoni, e che immobilizza, e la richiesta allo spettatore di attivarsi in un lavoro di archivio e di investigazione, di rintracciamento e di condivisione, di rielaborazione e co-creazione.

Con il suo ultimo La porta stretta Umberto Curi prova a tracciare un itinerario filosofico su come si diventa maggiorenni. Chiamando in causa Kant e il suo coraggio di pensare con la propria testa, di camminare con le proprie gambe, senza girelli, anche a costo di qualche caduta, di disubbedire e denunciare le tante forme di governamentalità che plasmano e condizionano la vita umana (come "traduce" Foucault il motto illuminista); Platone e il suo attacco mortale al padre, la sua filosofia come duro combattimento a tutto campo, battaglia senza quartiere; e altri personaggi filosofico-letterari da Edipo ad Amleto, dai fratelli Karamazov allo scrivano Bartleby, Curi riconosce come la fuoriuscita dalla minorità sia quel terreno di scontro in cui si è costantemente chiamati a mettere alla prova le proprie capacità e il proprio valore, una guerra inconcludibile.


venerdì 31 luglio 2015

letture di luglio

Viaggi, studio e caldo tolgono tempo ed energie per la scrittura, quindi solo un piccolo e breve resoconto delle letture mensili. Di alcune di esse, magari, ne parlerò più diffusamente il mese prossimo.

Classici della letteratura: La donna in bianco di Wilkie Collins, Henry James con Lo scolaro, La fiera delle vanità di William Thackeray, Samuel Richardson con Pamela, Passaggio in India di Edward Morgan Forster
E letteratura contemporanea con Neil Gaiman, The Ocean at the End of the Lane, The Silkworm di Robert Galbraith/J.K. Rowling.
Ancora Aristotele, questa volta con l'Etica Nicomachea. E, sempre in ambito filosofico, Slavoj Žižek con il suo ultimo Problemi in paradiso, Canone inverso di Tommaso Ariemma, Stefan Zweig con Il demone di Nietzsche e La porta stretta di Umberto Curi.
Perla del mese, la Star Wars Trilogy (ri)scritta in stile shakespeariano - quindi in pentametro giambico - da Ian Doescher.

martedì 21 luglio 2015

quando nietzsche incontra thor

A OSTIA (ROMA) DAL 4 AL 6 SETTEMBRE 
MARVEL'S PHILOSOPHY. LA MERAVIGLIOSA FILOSOFIA DEL FUMETTO
- la prima edizione della Summer School di Lidi Filosofici

A Ostia, dal 4 al 6 settembre 2015 si svolge la prima edizione della Summer School organizzata da Lidi Filosofici. Quest'anno il programma dei corsi prevede X-Men, Avengers, ma anche fumetti non supereroistici e manga giapponesi, per affrontare "caldi" temi filosofici: libertà, etica, identità, estetica, tecnica. Perché la filosofia nasce dalla meraviglia (marvel). 
L'iniziativa è totalmente gratuita. Vieni a scoprire cosa succede quando Nietzsche incontra Thor.

La scuola di formazione di Lidi Filosofici è aperta a tutti: lo studente interessato alla filosofia e/o al fumetto scoprirà nuove vie di accesso al pensiero e al piacere del testo (filosofico o fumettistico che sia); l'insegnante vi troverà opportunità di aggiornamento, suggestioni, spunti di riflessione didattica; l'appassionato di fumetti potrà avere dell'oggetto della propria passione una "realtà aumentata" dall'indagine filosofica così da godersi maggiormente l'esperienza di lettura.

È possibile la frequenza sia all'intero programma della scuola sia a singoli corsi.
Le domande di partecipazione  dovranno pervenire entro e non oltre il 24 agosto 2015.
L'iscrizione e la partecipazione sono gratuite.

Per informazioni e iscrizioni:
stefano_petruccioli@yahoo.it
sal.fiaschi@gmail.com


martedì 30 giugno 2015

letture di giugno (II)

Il classico di Vladimir Nabokov, Lolita, è un romanzo scritto straordinariamente bene, con un personaggio protagonista e narratore allucinato e lucidissimo, inquietante, perturbante e vicinissimo, passionale e razionale, indimenticabile.

L'ultimo di Stephen King, Revival, è un romanzo - tra il Frankenstein di Mary Shelley e il Necronomicon di H.P. Lovercraft - gradevole e senza grandi pretese di uno dei più grandi affabulatori contemporanei.

Interessante il percorso tracciato da Alberto Castoldi tra letteratura e arte sul tema del Bianco: colore ambiguo, divino e spettrale; colore del dramma della creatività, pulsionalità e potenzialità, che coniuga la sublimazione estetica e la mostruosità intesa come negazione e assenza, tema della lotta per il possesso della pagina o della tela, da conquistare attivamente ma, insieme, dalla fascinazione vampirizzante; colore che è spazio di percorsi ed esplorazioni ma in cui, anche, perdersi e naufragare, deposito di idee sacro e terrificante; colore ostile, violento, pericoloso, minaccioso, perturbante, mistico, pieno e vuoto.

Immersione nella filosofia antica con l'Aristotele de La metafisica ("Tutti gli uomini aspirano per natura alla conoscenza") e della forse non autentica ma certamente plausibile Lettera ad Alessandro sul governo del mondo ("Non scrivo queste parole all'uomo che si è impadronito di un potere di cui non è degno, ma all'uomo che ha praticato questo detto: 'mi sarei ritenuto degno più del biasimo che della lode'").


Interessante il breve discorso dedicato da Peter Sloterdijk a quel fatale/fatidico evento filosofico - e non solo - che porta il contingente nome di Friedrich Nietzsche: Il quinto «vangelo» di Nietzsche. Sulla correzione delle buone notizie riconosce nel filosofo tedesco, oltre a un nome nella lista dei classici, soprattutto un maestro di generosità "solare" - propenso a prodigare incondizionatamente e capace di tramontare senza rimpianti - e il marchio di un prodotto immateriale di successo quale l'individualismo.

Deludente e men che mediocre l'esperienza di lettura di Liberi servi, testo esegetico da parte di Gustavo Zagrebelsky della dostoevskijana Leggenda del Grande Inquisitore: il saggio è prolisso (almeno rispetto al valore e alla profondità del contenuto), farraginoso, zeppo di citazioni eccessivamente lunghe dall'opera di Dostoevskij.

domenica 14 giugno 2015

derrida - letture primavera estate

Riprendo in mano e torno brevemente a riflettere su due piccoli, densi, saggi di Jacques Derrida letti in questi ultimi mesi primaverili, in propedeutica preparazione per due prossime e più corpose letture estive (Glas e La carte postale).

Il tempo degli addii, lettura di Hegel e Heidegger per dire addio al tempo che non è quello che si crede, per abbandonare in particolare una definizione ben conosciuta, o almeno pretesa tale, dell'avvenire come futuro: l'avvenire, l'a-venire, non è il futuro, non si riduce ad esso. Categoria fondamentale, a riguardo, è quella del "veder venire" che, in effetti, è sì anticipare, presentire, progettare il futuro, attendersi ciò che viene, ma è pure e sempre anche lasciar venire e lasciarsi sorprendere da ciò che non si attende, dalla sorpresa. L'avvenire è chance e caso, anticipazione e irruzione, metamorfosi ed esplosione lacerante, plasticità e plastico, è impadroneggiabile, vertigine, rischio.

Ne Il maestro o il supplemento di infinito sono toccati e legati assieme alcune trame tra i cui fili dà un po' vado infilando le dita. L'identità dell'io che trema in segreto, il dubitare che ci sia un'identità che resta essa stessa, propriamente se stessa, veder/lasciar/far tremare il valore di "proprio" e di "stesso", l'ipseità dello stesso, il potere e l'autorità di ogni signore e maestro. Declinato nel senso della "maestria", se è vero che l'allievo mangia i resti del suo maestro, è però vero che anche quest'ultimo mangia i resti dell'allievo, ne ha bisogno, li desidera, li chiede, ne è privo; e l'uomo non resta il maestro che nella misura in cui è umano, bisognoso, debitore, in condizione di farsi perdonare. 
E al maestro non si deve restituire niente, nessun "grazie". Ingratitudine ed etica. Etica che c'è solo laddove la norma è in difetto e resta da supplire, mentre se ci fosse l'assicurazione e la garanzia della legge ci sarebbero solo programmi, ma nessuna virtù.

mercoledì 10 giugno 2015

letture di giugno (I)

Forse per la mia lettura eccessivamente diluita nel tempo, non ho credo apprezzato al meglio il monumentale arazzo cosmo-storico tessuto da Vasilij Grossman in Vita e destino. I fili delle esistenze di una miriade di individui si intrecciano tra loro e con quelli che la storia del mondo fila a sua volta, le vite si piegano al destino, molte si spezzano, altre sono ridotte alla pura animalità del dormire e del grattarsi (e del godere nel togliersi gli stivali alla sera), ma la vita resta resiliente e alla lunga ritrova le sue forme.

Gli individui di Grazia Deledda sono buoni e cattivi, disgraziati, peccatori e colpevoli, sono Canne al vento che si piegano o si spezzano, fragili che una qualunque goccia d'acqua dell'universo può distruggerli, degni di compassione e pietà, assolutamente umani, insomma.

Con Le novelle marinaresche di Mastro Catrame Emilio Salgari racconta dodici brevi storie di avventure, leggende e mostri marini che animano il dialettico contraddittorio tra l'antico marinaio che le racconta, voce della tradizione dalla quale l'epoca nuova e moderna sta disincantando il mondo, e il capitano, esponente del pensiero razionale e positivista, che per ogni mistero ha la sua spiegazione.

La casa editrice Comix pubblica una nuova edizione delle strisce a fumetti di Bill Watterson che vede come protagonisti un immaginifico ragazzino e il suo tigrotto di peluche: i primi quattro volumi per ora realizzati vedono Calvin and Hobbes passare notti insonni e agitate perché C'è qualcosa che sbava sotto il letto, progettare di fuggire in Canada - Yukon, arriviamo! - per scendere spericolati da colline eternamente innevata e sottrarsi alle totalitarie regole della famiglia e della scuola, incontrare Strani esseri di un altro pianeta in cui cercano rifugio da una Terra inquinata dall'uomo. Spettacolare e salutare immersione nell'infanzia della purezza e della fantasia.

Primo romanzo di Jo Nesbø fuori dalla saga di Harry Hole, per me. Sangue e neve permane nell'estetica del thriller norvegese del porpora e bianco, ed è una specie di favola noir con protagonista un liquidatore - non di assicurazioni ma di pezzi umani - idiota e colto, efficiente e inadatto, speciale e umano.

Se chi ha scritto quel capolavoro del genere fantasy che è la saga di Harry Potter si cimenta con il noir e il suo risultato è Il richiamo del cuculo, allora J.K. Rowling - o Robert Galbraith o con qualunque altro nome-di-penna intenda firmare le sue opere - è davvero un'ottima scrittrice.

The Strange Library è un breve racconto di Murakami Haruki che definire illustrato è poco, vista l'integrazione tra testo e immagini, e in cui compaiono una biblioteca-labirinto misteriosa e inquietante, un mangiatore di cervelli di giovani e avventurosi/avventati lettori e l'uomo pecora. Brevità a parte, cosa si può volere di più?

Qualche classico come Daisy Miller di Henry James, con la sua moderna eroina incompresa, inattuale per la sua epoca, innocente ed emancipata, libera ed avventata; Tre uomini in barca di Jerome K. Jerome, la spassosa vacanza sul fiume di tre amici da sit-com, per tacere del cane che li accompagna.

domenica 31 maggio 2015

letture di maggio (III)

La trilogia di Fabio Montale, di Jean-Claude Izzo, comincia davvero con un Casino totale, un puro noir complesso e dalla trama intrecciata, che il poliziotto italo-francese protagonista delle vicende - e il lettore insieme a lui - fatica fino alla fine per sbrogliare: amore e odio, vendetta e giustizia, amicizia e razzismo, tradimento e fedeltà, la vita è troppo complessa per essere oggetto di un'investigazione poliziesca, è un completo caos privo di ordine, ma può un semplice bacio dare un senso al tutto? 
Sembrerebbe di no, il casino continua, totale, anche nel secondo volume, la vita è rabbia, odio, da sputarci sopra con disgusto e stanchezza, e l'unica strategia per affrontarla forse è il Chourmo, la ciurma, la lealtà e la solidarietà degli altri costretti a remare nella tua stessa galera, a faticare per stare a galla e tirare avanti come te. 
E così nel terzo capitolo, all'assurdo si può rispondere solo con l'amore, l'unica replica all'amarezza che la verità sempre comporta è la dolcezza struggente della musica, di una canzone jazz come Solea.

Buio a mezzogiorno di Arthur Koestler è un sempre valido e attuale memorandum della banalità del male, dell'orrore e dell'assurdità della burocrazia e dell'amministrazione impersonale e irresponsabile, del cinismo dei mezzi giustificato dall'assolutezza dei fini, della politica ridotta a partitismo.


Dopo La storia di un pazzo, un altro ottimo thriller di John KatzenbachIl carnefice. Una mortifera ombra dal passato, da un passato che l'umanità dice di non aver dimenticato ma da cui forse non ha ancora imparato veramente qualcosa; un gruppo di sopravvissuti al più grande crimine della storia messi nuovamente a rischio da tale ombra che vuole farsi dimenticare, sparire; un anziano detective in pensione senza più uno scopo nella vita, che ritrova un senso solo nel rispondere a un appello d'aiuto; un giovane detective  che si è lasciato alle spalle la fantasiosa illusione di essere Holmes o Poirot, né crede di essere un vendicatore della società, ma si vede come un semplice contabile dei morti; una speranzosa sostituto procuratore al suo primo vero caso.

Le avventure di Gordon Pym, di Edgar Allan Poe, sono avventura sui mari, estetica antartica, mistero e orrore del bianco.

Per le serie librarie - o libri seriali, proseguono ottimamente Le avventure di Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle.

Per la saggistica, Arte e socialismo di William Morris, Il maestro o il supplemento infinito di Jacques Derrida.

mercoledì 27 maggio 2015

da oggi in libreria

Se il precedente Gli X-Men e la filosofia ha indagato come è essere un mutante, il mutante che dunque siamo, il presente volume intende provare a lasciar raccontare ai fumetti degli X-Men qualcosa riguardo questioni di filosofia etica: un’etica del desiderio, come vuole Lacan, della responsabilità illimitata, come vuole Derrida, un’etica della libertà, della colpa e, soprattutto, un’etica ingrata, di un eroismo senza grazie (thankless heroism) alla portata però di ogni uomo. Un esercizio di filosofia mutante, per contenuto (i comics degli X-Men) e stile (filosofia e pop culture che si indagano e raccontano, insieme). Una filosofia che assume una nuova forma, contaminata, meticcia, ibrida, non fuggendo di fronte alla cultura popolare, ma ricavandone, invece, un modo per spianare una via nel pensiero, per aprire un cammino.

domenica 24 maggio 2015

letture di maggio (II)

Il romanzo di Nicola LagioiaLa ferocia, non è riuscito a convincermi totalmente, pur nel complesso non dispiacendomi neanche. La narrazione polifonica, presentando le prospettive parziali, frammentarie e non cronologiche dei personaggi coinvolti, crea complessità, attesa e attiva partecipazione alla lettura, il che è decisamente positivo. Il crudele istinto è declinato in diversi aspetti: la ferocia dell'amore, della passione, dei rapporti familiari, la ferocia del potere, del denaro, del sesso, la ferocia del cemento e dei veleni che devastano i territori, la ferocia istintuale e animale che nessun addomesticamento può eliminare del tutto. Elementi positivi, ma narrazione e trama non conquistano, qualcosa manca, il colpo è imperfetto.

Un amore di Dino Buzzati, mettendo in scena la complessa e tormentata relazione tra un architetto cinquantenne e una ventenne prostituta, si interroga e indaga i diversi possibili - complementari e compresenti - aspetti dell'amore: gioia e passioni tristi, convenzioni borghesi e lussuriose trasgressioni, cieca volontà metafisica di dolorosa perpetuazione della specie, potenza inarrestabile e travolgente contro cui è impossibile preparare argini e sofisticato calcolo dei piaceri, macchie di eternità e posizioni ridicole.

Se si uniscono gli straordinari personaggi, le vivide e realistiche atmosfere, l'attenzione ai dettagli descrittivi, la capacità narrativa e di tessitura della trama - questa volta più mistery e ricca di suspense che mai - del grande romanziere vittoriano Charles Dickens, tratti conservati ed esaltati anche nell'ultimo e incompiuto Il mistero di Edwin Drood; se si unisce quindi, tutto ciò con le indagini precise, analitiche, intuitive che Carlo Fruttero e Franco Lucentini lasciano condurre ai più grandi investigatori della storia della letteratura, chiamati appositamente a convegno per sciogliere il mistero dickensiano, e all'intelligente ironia con cui il duo letterario fa la cronaca delle sessioni di lettura, commento e completamento del testo indagato; ecco, se si mette insieme tutto questo, come può La verità sul caso D. non essere una lettura eccezionale?

Strano tornare a leggere dopo oltre un decennio un romanzo di Niccolò AmmanitiIo e te non delude, come forse temevo, ma è una bella storia di formazione, crescita, solitudine, ricerca di rapporti, dolori, speranze, possibilità.

venerdì 22 maggio 2015

x-men - book trailer

Stefano Petruccioli
X-Men. Per un'etica indagata in stile mutante
Mimesis Edizioni

Dal 27 maggio 2015 in libreria


venerdì 15 maggio 2015

axis - bookteaser VI

Nelle edicole e nelle fumetterie italiane arriva questo mese Axis, evento Marvel dell'anno scritto da Rick Remender. Tema del crossover tra il mondo mutante degli X-Men e gli eroi più potenti della terra, gli Avengers, è la sottile linea che divide il bene dal male, l'asse morale dei diversi caratteri etici. Ancora una volta, i racconti supereroistici e le indagini filosofiche si intrecciano e si contaminano.
Perché gli eroi lo fanno? Perché distruggono le proprie vite in una battaglia infinita? Perché pagano un tale ingrato prezzo? Eppure lo fanno, possono e dunque devono, ma anche devono e dunque possono. Questione di desiderio, responsabilità e ingratitudine.
Per questo Axis può fungere da ottimo preludio - o lettura di accompagnamento - all'imminente secondo volume popfilosofico sugli X-Men, che si prefigge proprio di indagare l'etica in stile mutante.

 

martedì 12 maggio 2015

arte e socialismo

Divenuto socialista pur senza comprendere completamente - per sua stessa ammissione - le dottrine economico-filosofiche di Marx, l'artista e scrittore inglese William Morris nei quattro brevi scritti raccolti in Arte e socialismo presenta un'asserzione chiara e semplice: "è giusto e necessario che tutti gli uomini abbiano un lavoro che valga la pena di essere svolto", uscendo dalle logiche capitalistiche della moda e del lusso che impongono la produzione brutta e sciatta di merci fatte per divenir presto rifiuto, prodotte per essere consumate e passar via; un lavoro onorevole e adatto "che sia piacevole da fare", che consenta di trarre piacere dal lavoro stesso, dalla stessa attività produttiva, sfruttando le invenzioni meccaniche non per far profitto ma per occuparsi di eseguire i compiti fastidiosi e non intelligenti così da lasciare l'uomo libero di innalzare le proprie abilità manuali e mentali e tornare a produrre la bellezza; un lavoro che "se svolto a queste condizioni non sarebbe né troppo faticoso né troppo noioso", lasciando il tempo libero necessario al riposo, al pensiero, all'immaginazione, al sogno; un lavoro che garantisca, così, non solo un salario, ma il rispetto di sé che deriva dall'opportunità di fare un lavoro che sia utile ai nostri simili, che meriti dei ringraziamenti. 
La dignità del lavoro, valore poco considerato in parte per residui di pregiudizi medievali e in parte per la ricerca del profitto e della ricchezza che è il solo scopo del sistema capitalistico; il benessere, e non la semplice ricchezza con la sua inseparabile compagna povertà; l'arte e la bellezza che derivano dall'utilizzo dell'energia umana in modo piacevole, da un lavoro libero e creativo, e che così sono necessarie alla vita, diritti inalienabili, ragione di ogni felicità e scopo dell'esistenza. Questi i tratti dell'utopia immaginata da Morris.

giovedì 7 maggio 2015

letture di maggio (I)

Con Annientamento Jeff VanderMeer inizia una trilogia horror-fantascientifica di cui credo proprio porterò avanti la lettura con i prossimi volumi. Buon romanzo, anche se non eccezionale ma con le potenzialità per crescere nel prosegui della saga. Lo stile è quello classico, semplice ma non banale, ben costruito, di una storia del mistero, dell'insaputo e forse inconoscibile, del nascosto, forse rimosso, del segreto che viene alla luce con effetti perturbanti e rivelatori; una storia dell'orrore, disgusto prodotto da una vita brulicante e inumana come solo l'occhio analitico della biologa (di cui leggiamo il diario di bordo relativo alla spedizione nell'Area X) potrebbe cogliere e descrivere; una storia del terrore, un'angoscia insieme antica e proveniente dal futuro.

La breve Lettera a D. che l'intellettuale André Gorz dedica alla moglie e compagna di una vita, Dorine, racconta in tono minuscolo la storia di un amore semplice e vero, scelto quotidianamente e duraturo nel tempo, una storia dolce e delicata, intima e commovente.

Il breve racconto di Elie Wiesel sulla figura leggendaria de Il golem fa dell'immortale creatura d'argilla il difensore dell'immortale odio contro il popolo ebraico, ma mette anche in guardia dall'uso del potere, sulla prudenza e sulla saggezza necessarie a saper anche rinunciarvi... tra eroi consapevoli che da grandi poteri derivano grandi responsabilità e apprendisti stregoni cauti con le forze evocate per non vedersele rivoltare contro.

Non solo men che mediocre, ma davvero fastidioso il romanzo di Marco Missiroli Atti osceni in luogo privato. L'autore pensa bene, furbescamente, di inserirci un po' di tutto alla ricerca della formula perfetta per il successo commerciale assicurato: la formazione, dall'infanzia alla maturità, del protagonista è narrata intrecciando le eccitazioni cerebrali (che fanno del testo una presunta guida ai libri che è necessario leggere) e, soprattutto, quelle del basso ventre (in maniera insieme esplicita e assai poco trasgressiva e scandalosa, così da essere solo ammiccante e non perturbante), e ci si butta dentro comunismo ma anche cattolicesimo, cattolicesimo ma anche ebraismo, radicalismo ma anche conservatorismo, filosofia ma anche cartomanzia e astrologia, politica ma anche maquillage e fitoterapia, familismo ma anche individualismo, adulterio ma anche fedeltà e perdono, temi sociali (integrazione, suicidio assistito) e politicamente corretto. Così il protagonista è un catto-comunista, piccolo borghese e radical chic, grande seduttore e marito devoto, padre modello e insegnante severo e innovativo amato da tutti i suoi studenti, amico di prostitute, immigrati e disabili. Confeziona il tutto con un involucro (copertina) e un titolo ottimi per far parlare di sé, ed ecco il libro pronto a accontentare chiunque. Non me, affatto.

Il dottor Prottor e la superpolvere per petonauti, di Jo Nesbø, mostra come un ottimo giallista possa essere anche uno scrittore per l'infanzia ironico e brillante.

Per la saggistica, con La città. Utopie e realtà Françoise Choay realizza un interessante percorso tra le diverse correnti pre-urbanistiche e urbanistiche, dal futuristico, tecnofilo e razionalista progressismo al nostalgico, un po' gotico, organicistico culturalismo, dal naturalismo alla critica e messa in discussione dell'urbanistica stessa, dall'utopismo ai realistici piani d'assetto urbani; il tutto con un'ampia, interessante e di altrimenti non semplice reperibilità antologia di testi.

Per fumetti e comics, il quarto volume - Vincitori e vinti - di Orfani, scritto da Roberto Recchioni e pubblicato dalla Sergio Bonelli, si mantiene sui buoni livelli complessivi della serie, sia per storia sia per disegni, e mette in scena il conflitto tra speranza e verità: può una grande bugia essere premessa e garanzia di un futuro di pace e armonia, oppure si ha non solo il diritto a sapere la verità, ma addirittura il dovere e di diffonderla e di ascoltarla?
E la buona prova di Warren Ellis con il vigilante in bianco della Casa delle Meraviglie, Moon Knight, al primo volume - Dalla morte - del rilancio targato Marvel Now: sei storie brevi, semplici, efficaci, intense, che restituiscono un supereroe complesso, lunare, spettrale.

domenica 3 maggio 2015

bookteaser (V)

Desiderio. Responsabilità. Ingratitudine.

X-Men. Per un'etica indagata in stile mutante.


giovedì 30 aprile 2015

letture di aprile (III)

Si aggiunge alle letture seriali anche il commisario Maigret di George Simenon, che con Pietr il Lettone e Il cavallante della "Providence" si dimostra personaggio granitico e umano, calmo e deciso; "un poliziotto che tenta di impedire a malviventi di grosso calibro di perseverare nelle loro imprese, e che si ostina a vendicare un collega assassinato"; "un uomo che non si veste da un sarto inglese, che non ha tempo di passare ogni mattina dalla manicure e la cui moglie prepara invano pranzi e cene, rassegnata"; "un commissario i prima classe il quale ogni volta che chiude un caso, dopo aver messo gli assassini sotto chiave, deve sedersi alla scrivania, prendere un foglio di carta, fare l'elenco delle spese, pinzarvi le ricevute e le pezze giustificative, quindi litigare con il cassiere"; il commissario Maigret "non possiede auto, né milioni, né una schiera di collaboratori", ma con panini imbottiti e birra spumosa, rinviando le cure per le proprie ferite, risponde all'appello della giustizia.

Sempre noir francese, Fatale di Jean-Patrick Manchette si prospettava come un potenziale buon romanzo e coinvolgente lettura, la storia di una killer professionista, una donna davvero fatale, appunto. E invece, l'assassina porta a porta, itinerante - ogni città è una città del denaro e del peccato, in cui sesso, scandali, crisi e conflitti offrono buone opportunità di lavoro per una killer che sa proporsi ai suoi clienti -, pur efficace nei metodi, non è una fredda e fatale killer, ma una donna assassina un po' per caso e un po' per necessità/bisogno/desiderio economico, forse isterica più che voluttuosa e filosofica come vorrebbe il suo autore.

Non particolarmente convincente la mia prima esperienza di lettura con due giallisti italiani: Giorgio Scerbanenco, ma il risultato potrebbe forse anche essere dovuto al fatto che I ragazzi del massacro da me letto rappresenta la terza delle quattro indagini del medico e investigatore Duca Lamberti, non so; Stefano Tura, il cui Il killer delle ballerine mi è sembrato un po' troppo raffazzonato e convulso come thriller.

Mentre procedono sempre su livelli più che buoni le indagini di Harry Hole: Jo Nesbø con L'uomo di neve continua a confermare tutto il gran bene che ho già espresso a proposito della sua scrittura.

Sempre per le letture seriali, proseguono le avventure di 007 di Ian Fleming con Moonraker, gioco d'azzardo in cui si sfidano agenti segreti inglesi, scienziati missilistici tedeschi (leggi ex nazisti), spie sovietiche e, ovviamente, bellissime donne.

Dopo il primo capitolo della saga di Alex Cross, per James Patterson arriva anche il primo di quella delle donne del club omicidi, e con Primo a morire si confermano i colpi di scena, e di grazia.

Si aggiunge anche lo scienziato della deduzione Sherlock Holmes, creatura di Conan Doyle che in Uno studio in rosso e Il segno dei quattro mette subito in luce, in maniera impressionante, le sue spiccate doti di ragionamento.

Un po' deludente la lettura dei racconti de Il re giallo di Robert W. Chambers, avevo altre aspettative.

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