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martedì 31 marzo 2026

libri letti questo mese - marzo 2026

Vi propongo, in ordine crescente di gradimento, i libri letti in questo mese.

Cime tempestose di Emily Brontë è un romanzo che mi appare invecchiato veramente male. 

Tokyo tutto l'anno di Laura Imai Messina è un viaggio sentimentale - da Mutsuki, gennaio, «il mese degli affetti», a Shiwasu, dicembre, «il mese dei bonzi affaccendati» - nella grande metropoli che è anche una «città bambina», dove nulla è definitivo. Tokyo non solo è una delle grandi metropoli globali, ma è anche una città densissima di storie, tradizioni, simboli, «segni»: è la città dove usanze secolari vivono accanto ai quartieri degli otaku, gli appassionati di manga e videogame, dove le culture giovanili più effervescenti del pianeta si muovono nelle stesse strade su cui si affacciano piccoli locali tipici. È una città in cui i ritmi frenetici del lavoro e del commercio si alternano a quelli cadenzati delle stagioni e delle festività, dove il rito ha un’importanza fondamentale perché è il calendario, con le sue feste e la sua memoria, a regolare la vita dei suoi abitanti.
Autobiografia in forma di città, arricchita dalle illustrazioni di Igort.

Lynesse, la quarta figlia, è una giovane e impavida principessa con il dono di finire sempre in mezzo a qualche guaio. Quando però il regno viene attaccato da un demone, sa che l’unico modo per salvare il suo popolo è appellarsi al patto stipulato fra la sua famiglia e lo stregone Nyrgoth l’antico. Ma Nyrgoth non ha nulla di magico: è in realtà un antropologo terrestre inviato sul pianeta Sophos 4 per studiare la società postcoloniale di Lynesse e per raccogliere dati sulla storia e sulla cultura del posto, senza interagire con gli abitanti per nessun motivo. È un uomo che ha aspettato invano, per secoli, di essere ricontattato dal corpo di esplorazione terrestre; convive con un sistema di cognizione dissociativa che gli permette di spegnere le emozioni, allontanando così il peso della solitudine e della depressione che lo opprime. La richiesta di aiuto della principessa lo ridesta dal suo stato di sospensione e, deciso ad aiutarla, si rende conto, grazie alle sue avanzate conoscenze scientifiche, che la minaccia portatrice di morte e instabilità non può di certo essere un demone. Nyrgoth vive in un mondo fondato sulla razionalità scientifica, Lynesse in uno costellato di miti e magia: che cos’è dunque la forza maligna determinata a distruggere Sophos 4?
Gradevole questo Elder Race. La razza antica di Adrian Tchaikovsky.

È un cerchio perfetto la vita di István, che si dipana in un’alternanza di successi e disfatte sullo sfondo della storia europea degli ultimi quarant’anni. Dall’Ungheria a Londra e ritorno, dal crollo della Cortina di ferro alla pandemia, passando per la seconda guerra del Golfo e l’ingresso nell’Unione Europea dei Paesi dell’ex blocco sovietico, la sua è la parabola di un uomo in balìa di forze che non è in grado di controllare: non solo quelle all’opera sullo scacchiere politico del Vecchio Continente, che lo manovrano come un fantoccio, ma anche quelle - istintive - che ne governano la carne, spesso imprimendo svolte decisive alla sua esistenza. Tutto - i traumi e i lutti, i traguardi raggiunti e le potenziali soddisfazioni - lo lascia ugualmente impassibile, pronto a fronteggiare ogni accadimento, dal più fortunato al più tragico, con l’arma del suo laconico: «Okay». 

Con il romanzo Nella carneDavid Szalay - attraverso un personaggio insieme magnetico e respingente, un discendente ideale della stirpe di Barry Lyndon e Meursault, ironico e smarrito - mette alla prova se forse è davvero questa l’unica ricetta per attraversare incolumi il tempo che ci è concesso in sorte: solcarlo senza illusioni, abbandonandosi alla corrente.

Byron e Benny, fratello e sorella, non si parlano da anni. A riunirli nella casa di famiglia in California è una triste circostanza: la morte della madre, Eleanor Bennett. La donna ha lasciato ai figli una insolita eredità: un lungo messaggio vocale, che dovranno ascoltare insieme, e un dolce tipico dei Caraibi, da condividere quando sarà il momento. Il racconto registrato dalla madre è un salto indietro nel tempo, fino agli anni Sessanta, e un salto nello spazio, a un'isola caraibica, è la storia di una ragazza risoluta che amava nuotare e osava sfidare le onde più alte del mare: un intreccio struggente di fughe e nuovi inizi, legami che salvano e abbandoni che spezzano il cuore, la scoperta di una verità a lungo nascosta che mette in discussione tutto ciò che Byron e Benny credevano di sapere dei loro genitori. Una rivelazione che potrebbe dividerli per sempre. Oppure riavvicinarli e ricreare l'intesa che li univa da bambini, realizzando così l'ultimo desiderio di Eleanor.
Dolce nero di Charmaine Wilkerson è una saga che attraversa generazioni e continenti per parlare di identità e radici, di ingiustizie e conquiste, di ricordi che definiscono e segreti che aiutano a sopravvivere. 

Tigana, di Guy Gavriel Kay, è una delle nove province della penisola del Palmo, da più di vent’anni sotto il dominio di due spietati tiranni - Brandin di Ygrath e Alberico di Barbadior -, che ora lottano fra loro per il controllo completo della penisola. Durante la guerra di conquista, Stevan, figlio di Brandin, viene ucciso in battaglia da Valentin, principe di Tigana. Accecato dalla furia e dalla sete di vendetta, Brandin rade al suolo le città principali di Tigana, torturando e uccidendo Valentin. Ma questo non basta a placare al sua ira: egli scatena tutta la potenza della sua stregoneria per cancellare dalla memoria della popolazione dell’intero Palmo il nome di Tigana. Solo gli abitanti di questa sfortunata provincia possono pronunciare o sentire pronunciare da altri questo nome. Venti anni dopo, un gruppo di superstiti della distruzione di Tigana lottano in segreto per riportare alla memoria della gente il nome di Tigana. Per raggiungere questo scopo vi è una sola via possibile: uccidere Brandin. Ma eliminare lo stregone di Ygrath non farebbe altro che lasciare libera la via ad Alberico di Barbadior, cui nessuno sarebbe più in grado di opporsi. Per questo motivo l'unico obiettivo, ben più ambizioso, è eliminare entrambi i tiranni in un colpo solo.

Un ragazzino gioca seduto a cavalcioni su un gigantesco cannone: è Kim - protagonista del romanzo di Rudyard Kipling -, altrimenti noto come il "Piccolo Amico di tutto il Mondo"; orfano di un sergente irlandese, cresciuto come un monello indiano, Kim è sotto la protezione di due numi tutelari. Il ragazzo gioca per il gusto di giocare e viaggia per il gusto di viaggiare e si mette in marcia lungo la Grand Trunk Road, fiumana di vita che percorre millecinquecento miglia da Bombay a Benares a Peshawur, dando così avvio a una scorribanda picara che è insieme un pellegrinaggio religioso.

Cosa lega un blog le cui illustrazioni nascondono una scena spaventosa, lo scarabocchio di un bambino che contiene un oscuro messaggio e uno schizzo fatto dalla vittima di un omicidio nei suoi ultimi istanti di vita? Strani disegni, di Uketsu, è un romanzo con una trama inquietante, unica, dove solo una serie di immagini, da comporre e interpretare, permette di scoprire l’identità di un assassino. 

A pochi chilometri da Lucca, dalla pianura s'alza il Colle di Santa Maria delle Grazie. In cima c'è il manicomio. Il paese più vicino si chiama Magliano, così «venire da Magliano», per la gente del luogo, significa portare il segno della pazzia, di una vita attraversata dal vento sublime e dannato della sofferenza mentale. In un reparto psichiatrico femminile, negli anni precedenti l'età degli psicofarmaci e ben prima della contestata riforma Basaglia, un medico vive con le Libere donne di Magliano: donne aggressive, tristi, erotiche, disperate, orrende, miti, malate o semplicemente fuggite dal mondo.
Capolavoro di Mario Tobino, poema della profondissima e unica atmosfera che pervade le stanze della follia: perché «anche i matti sono creature degne d'amore», come lo stesso autore volle scrivere sulla fascetta della prima edizione del romanzo.

Quando l'eroe dell'aviazione Charles A. Lindbergh, fervido antisemita e filonazista, sconfigge alle elezioni presidenziali Franklin D. Roosevelt, la percezione di un'imminente catastrofe si diffonde a Newark. Qui vive la famiglia Roth, che scopre di non essere abbastanza americana per i gusti del nuovo presidente. Attraverso una svolta possibile della storia, il romanzo di Philip Roth, Il complotto contro l'America, racconta i pericoli terribili della deriva autoritaria e razzista di una società.

sabato 28 febbraio 2026

(altri) libri letti questo mese - febbraio 2026

In ordine crescente di preferenza, i libri letti a febbraio 2026 e che non saranno oggetto di altri post.

Sappiamo davvero cosa desideriamo? E quanto sono pericolosi i nostri desideri? Un messaggio d'amore inviato alla destinataria sbagliata dà inizio a una storia ridicola che sospinge il protagonista verso esiti sempre piú grottesca. L'errore iniziale, pur nella sua casualità, logora gli argini, e nel giro di pochi giorni un marito irreprensibile, affidabilissimo padre di tre figli piccoli, comincia a modificare lo sguardo distratto con cui ha sempre guardato quella che fino a ieri era solo una compagna di lavoro. Il desiderio prende forma, esige di essere realizzato. Domenico Starnone con Destinazione errata scrive una risibile e caricaturale storia di crisi di coppia. Brutta davvero.

Tra le ceneri di un mondo in rovina, un agente del comandamento trova una lettera: "bruciare prima di leggere". Inizia così la strana corrispondenza tra due agenti rivali, Rossa e Blu, emissarie di due fazioni in lotta, ciascuna desiderosa di controllare il passato per dominare il futuro. Ma quella che è iniziata come una sfida a distanza presto si trasforma in qualcosa di diverso. Qualcosa di epico, qualcosa di romantico, qualcosa che potrebbe farle uccidere. Perché in fine dei conti c'è una guerra in corso. E qualcuno deve vincerla. Non è così che funziona?
Sicuramente particolare Così si perde la guerra del tempo di Amal El-Mohtar e Max Gladstone.

Mokoya e Akeha, le gemelle figlie della Protettrice Sanao, sono state affidate al Grande Monastero da bambine per adempiere a una promessa. Mokoya ha sviluppato un talento profetico, Akeha ha sempre avuto il dono di comprendere quali motivazioni si celano dietro le azioni degli adulti. Mokoya ha illuminazioni su ciò che sarà, Akeha comprende cosa potrebbe essere. Entrambe hanno visto il marcio che si annida nel cuore del Protettorato. Il momento della confermazione segna la prima divisione nel destino delle due gemelle. Altre ne seguiranno: Akeha infatti non vuole più essere una pedina negli intrighi orditi da sua madre, così si lascia tutto alle spalle e parte in cerca del proprio cammino, fino a che la sua strada non incrocerà quella dei Macchinisti che si ribellano allo strapotere del Tensorato.
Con la saga del Tensorato, di cui Le maree nere del cielo è il primo libro, Neon Yang spalanca le frontiere più innovative del silkpunk.

La guerra, l’amore per una madre e per la lingua d’adozione, l’emigrazione, la violenza, l’identità, la scoperta del corpo e della perdita, una vita intera a capire cosa significa diventare cittadini di un altro paese: nel romanzo d’esordio del poeta Ocean Vuong, Brevemente risplendiamo sulla terra, Little Dog è la voce narrante che ricostruisce in una lettera alla madre la storia della sua famiglia, segnata dalla guerra del Vietnam e dall’emigrazione negli Stati Uniti. Arrivati in America nel 1990, Little Dog e sua madre Rose si stabiliscono in Connecticut, dove lei si mantiene facendo manicure e pedicure. Ma la donna soffre di un disturbo da stress post-traumatico che si manifesta in violenti scoppi d’ira contro il figlio, alternati a gesti di tenerezza assoluta. Con loro abita la nonna Lan, che ha vissuto il dramma della guerra in prima persona: fuggita da un matrimonio combinato con un uomo molto più anziano, è costretta a vendersi ai soldati americani per mantenersi. Little Dog, crescendo, si fa interprete del dialogo impossibile tra le generazioni della sua famiglia tutta al femminile, unendo due donne che non parlano l’inglese e faticano a integrarsi nella cultura americana. Prendendosi cura degli altri, Little Dog impara a conoscere se stesso, dal difficile rapporto con i suoi coetanei che lo prendono di mira per la sua diversità, fino alla scoperta dell’amore. 

Davvero il destino di ciascuno di noi è già scritto? È questo che pensano gli ex alunni della III A quando, superato l’esame di maturità, siglano il «patto sciagurato» che li vincolerà fino all’ultimo giorno. Del resto il tempo della scuola è l’unico a rimanere immobile: anche dopo trent’anni non saranno le rughe o i chili in più a contraffare la sagoma di un vecchio compagno di banco. Ma quando di mezzo ci sono il demone della competizione e il miraggio di un premio favoloso le variabili si moltiplicano. E così un accordo nato quasi per scherzo si tramuta in una sfida senza esclusione di colpi per rimanere in vita il più possibile. 22 luglio 1975: la data fatidica in cui una classe del liceo, festeggiando con una cena il primo anniversario dell’esame di maturità, decide di stipulare un accordo di sangue e denaro. Ognuno dei trenta ex alunni verserà tutti gli anni una cifra, e il capitale sarà investito in modo da generare - col trascorrere dei decenni - un’autentica fortuna. Il meccanismo è semplice: la riffa terminerà quando saranno rimasti in vita soltanto tre compagni di classe, e a quel punto i superstiti potranno godere del montepremi. Ma i rancori sopiti, gli amori taciuti, le promesse e le invidie nate sui banchi di scuola s’infiammano un anno dopo l’altro. E quando ogni 22 luglio si rivedranno a cena, si informeranno dei malanni altrui per prevedere il prossimo di loro che passerà a miglior vita. Fino a trasformare i protagonisti di questa storia in giocatori seduti al tavolo di un’immaginaria roulette. E si sa che ogni gioco ha le sue regole e i modi per aggirarle: scommesse clandestine, tresche, sospetti, tentativi di omicidio, improbabili macumbe e soprattutto il Caso, che agisce scompigliando anche il piano meglio architettato.
Michele Mari con I convitati di pietra ha scritto un romanzo giocoso, tra “Compagni di scuola” e “Final Destination”.

La vita di Eriko sembra perfetta: una famiglia amorevole, un appartamento impeccabile e un prestigioso lavoro nella divisione di prodotti ittici di una delle più grandi aziende del Giappone. Il suo ultimo progetto, reintrodurre il controverso pesce persico del Nilo nel mercato giapponese, è ambizioso quanto lei. Ma sotto la superficie immacolata si nasconde una solitudine divorante: Eriko non è mai riuscita a stringere un’amicizia vera ed è per questo che è affascinata da Shōko, una popolare blogger di lifestyle che segue ossessivamente. Shōko vive una vita di caos controllato: un appartamento disordinato, cene da asporto acquistate al konbini, un marito gentile e rilassato. L’opposto della tipica casalinga perfetta. Quando Eriko organizza un incontro “casuale” con Shōko, le due donne instaurano un legame bizzarro. Shōko sembra affascinata da lei ed Eriko crede di aver finalmente trovato ciò che ha sempre desiderato. Eppure, via via che l’ossessione di Eriko si acuisce, il suo comportamento sempre più possessivo inizia a destare sospetti. Fino a che punto sarà disposta a spingersi per non perdere la migliore amica che abbia mai avuto?
Dopo il successo globale del bel romanzo Butter, Asako Yuzuki  con Aquarium realizza una nuova inquietante esplorazione su cibo, solitudine e femminilità nel Giappone contemporaneo. Un romanzo su un’amicizia tossica, la fame di connessione e i modi silenziosi e ordinari in cui le nostre vite possono andare fuori controllo. Con un’acutezza tagliente e una disarmante empatia, l’autrice indaga cosa siamo disposti a fare per essere visti e cosa accade quando chi ci vede non apprezza ciò che trova.

L’Europa guarda nell’abisso. La peste e la carestia si diffondono sul territorio, i mostri si annidano in ogni ombra e gli avidi principi non si curano di nulla se non delle proprie ambizioni. Solo una cosa è certa: gli elfi torneranno, e divoreranno tutti. A volte, solo i sentieri più oscuri portano verso la luce. Sentieri che i giusti non osano percorrere. Ed è per questo che, nascosta sotto il sacro splendore del Palazzo Celeste, esiste la Cappella segreta della Sacra Convenienza: una sorta di corpo d’élite, composto da creature bandite, condannate e molto potenti, e incaricato di portare a termine le missioni più pericolose e segrete per conto di Benedetta I, la Papessa bambina. Ora al malcapitato Fratello Diaz toccherà guidare questo gruppo di misfits per mettere sul Trono di Troia la legittima erede (una scapestrata ladruncola) e unire la chiesa divisa contro l’apocalisse in arrivo.
Con I demoni Joe Abercrombie offre un Suicide Squad o Tunderbolts in chiave grimdark fantasy.

Gli storici Franco Cardini e Alessandro Vanoli raccontano una storia millenaria tra Oriente e Occidente attraverso e attraversando La via della seta, una strada - o meglio una rete di strade -, un fascio di percorsi terrestri e marittimi hanno spostato nel corso dei secoli uomini, merci e conoscenze dall'estremità orientale dell'Asia sino al Mediterraneo e all'Europa. Romantica e recente, l'espressione «via della seta» restituisce il senso di un mondo vasto, attraversato fin dai tempi antichi da guerre e conflitti ma animato anche dal fervore di scambi commerciali, culturali e politici. Fra montagne e altipiani per questo cammino sono transitati spezie, animali, ceramiche, cobalto, carta, e naturalmente la seta. Alessandria, Chang'an, Samarcanda, Bukhara, Baghdad, Istanbul: sono alcune delle tappe di un viaggio millenario che giunge fin dentro al nostro presente. Perché la via della seta non è solo un racconto del passato, ma ha a che fare con il nostro futuro globale.

Orlando di Virginia Woolf è la biografia che diventa romanzo di un eroe che diventa un’eroina e che vive parecchi secoli. Non ci vuole molto a capire che il suo tema non è l’immortalità, né il sesso, né la letteratura (o quella sua versione ministeriale che definiamo storia), né Vita Sackville-West a cui il libro è dedicato, amica intima dell'autrice e scrittrice a sua volta. Il tema è piuttosto lo slittamento o, meglio ancora, la trasformazione, la metamorfosi: di un corpo nell’altro, di un sesso nell’altro, di un genere nell’altro (alludendo tanto all’identità di genere quanto al genere letterario). Ciò che il personaggio Orlando e la sua vita fantastica dicono è che dentro ognuno non esiste un sé prestabilito e rigido, pietrificato nella propria identità, bensì molti sé fluidi, instabili, che, scivolando l’uno nell’altro e sull’altro, mutano incessantemente pur conservando al proprio interno elementi di continuità. Perciò la biografia non può che essere romanzo, così come il maschile è anche femminile, e viceversa. 

domenica 1 febbraio 2026

(altri) libri letti questo mese - gennaio 2026

Continua la sintesi dei libri letti in questo mese di gennaio, proseguendo da dopo la pausa natalizia, quindi questi sono i libri letti tra il 7 e il 31 gennaio, al solito in ordine di gradimento dal più basso al più alto.

La narratrice che accoglie il lettore all’inizio del romanzo I vagabondi confida che fin da piccola, quando osservava lo scorrere dell’Oder, desiderava una cosa sola: essere una barca su quel fiume, essere eterno movimento. È questo spirito-guida che conduce attraverso le esistenze fluide di uomini e donne fuori dell’ordinario, come la sorella di Chopin, che porta il cuore del musicista da Parigi a Varsavia, per seppellirlo a casa; come l’anatomista olandese scopritore del tendine di Achille, che usa il proprio corpo come terreno di ricerca; come Soliman, rapito bambino dalla Nigeria e portato alla corte d’Austria come mascotte, infine, alla morte, impagliato e messo in mostra; e come un popolo di nomadi slavi, i bieguni, i vagabondi del titolo, che conducono una vita itinerante, contando sulla gentilezza altrui. Come tanti affluenti, queste esistenze si raccolgono in una corrente, una prosa che procede secondo un andamento talvolta guizzante, come le rapide, talvolta più lento, come se attraversasse le vaste pianure dell’est, per raccontare chi siamo stati, chi siamo e forse chi saremo: individui capaci di raccogliere il richiamo al nomadismo che fa parte di noi, ci rende vivi e ci trasforma, perché il cambiamento è sempre più nobile della stabilità.

Primo romanzo che leggo della premio Nobel  Olga Tokarczuk, ma credo proprio non sarà l'ultimo.

Geralt di Rivia è uno strigo, un individuo più forte e resistente di qualsiasi essere umano, che si guadagna da vivere uccidendo quelle creature che sgomentano anche i più audaci: demoni, orchi, elfi malvagi. Non esiste guerriero capace di batterlo e le stesse persone che lo assoldano hanno paura di lui. Lo considerano un male necessario, un mercenario da pagare per i suoi servigi e di cui sbarazzarsi il più in fretta possibile. Anche Geralt, però, ha imparato a non fidarsi degli uomini: molti di loro nascondono decisioni spietate sotto la menzogna del bene comune o diffondono ignobili superstizioni per giustificare i loro misfatti. Spesso si rivelano peggiori dei mostri ai quali lui dà la caccia.
Iniziata con il primo volume - Il guardiano degli innocenti - la saga di The Witcher di  Andrzej Sapkowski.

Francia, 1940. Nel tranquillo paesino di Carriveau, Vianne Mauriac si ritrova circondata da soldati tedeschi, carri armati, aerei che scaricano bombe su innocenti. Con il marito al fronte, è obbligata a ospitare il nemico in casa sua: da quel momento ogni suo movimento è tenuto d'occhio, lei e sua figlia sono in costante pericolo. Senza più cibo né denaro, in una situazione di crescente paura, si troverà costretta a prendere, una dopo l'altra, decisioni difficilissime. Isabelle, la sorella di Vianne, è una diciottenne ribelle in cerca di un obiettivo su cui lanciarsi con tutta l'incoscienza della giovinezza. Mentre lascia Parigi insieme a migliaia di persone, incontra il misterioso Gaëtan, un partigiano convinto che i francesi possano e debbano combattere i nazisti. Rapita dalle idee e dal fascino del ragazzo, Isabelle si unirà alla Resistenza. Due sorelle distanti per età, esperienze e ideali, ognuna alle prese con la propria battaglia per la sopravvivenza ma entrambe alla ricerca fiduciosa dell'amore e della libertà.
Con una bella scrittura sorretta da una documentazione accurata, Kristin Hannah si addentra con L'usignolo nell'universo epico e drammatico della Seconda guerra mondiale per illuminare una parte della Storia raramente affrontata: la guerra delle donne.

Arthur Oakes è un avido lettore, sognatore e studente del Rackham College, nel Maine, luogo rinomato per i suoi inverni gelidi, l'eccezionale biblioteca e gli splendidi edifici. Ma il suo idillio - e la nascente storia d'amore con Gwen Underfoot - vanno in frantumi quando una spacciatrice locale e il suo partner lo costringono a commettere uno dei peggiori crimini che possa immaginare: rubare libri rari dalla biblioteca del college. Finito in un angolo, Arthur si rivolge ai suoi cinque amici più cari in cerca di aiuto. Insieme escogitano un piano folle e fantastico per liberare Arthur dalla crudele trappola in cui si ritrova. Il ricco e irrefrenabile Colin Wren suggerisce di usare l'inquietante Diario di Crane (rilegato con la pelle del suo autore) per evocare un mostro che esegua i loro ordini. Gli altri, la coraggiosa e bellissima Allison Shiner, i gemelli combattivi Donna e Donovan McBride e l'intelligente e audace Gwen, non esitano a unirsi a Colin nel tentativo di distruggere la realtà e portare una creatura dell'impossibile nel nostro mondo. Purtroppo il loro piano funziona. E non c'è niente di semplice nell'affrontare le creature dell'occulto, e così il loro accordo per salvare Arthur diventa un patto terrificante in cui i sei devono scegliere un nuovo sacrificio umano per il Re ogni anno, o diventare il suo prossimo pasto.
Il patto del Re di Joe Hill è degno erede dei romanzi horror del primo King: capolavoro.

giovedì 8 gennaio 2026

(altri) libri letti durante le vacanze di natale

Il precedente post sulle letture fatte si fermava a metà dicembre, i libri letti nella seconda parte del mese essendo infatti qui inseriti, insieme a quelli letti nella prima settimana di gennaio, come letture concluse nel periodo delle vacanze natalizie. Ce n'è qualcuno di cui vorrei scrivere in altro post, quindi qui non lo inserisco. Al solito, la presentazione è in ordine crescente di gradimento.

Nel cuore nero del cosmo, sei astronauti viaggiano in orbita attorno alla Terra, a bordo di una stazione spaziale. Vengono dall’America, dalla Russia, dall’Italia, dalla Gran Bretagna e dal Giappone, e sono partiti per studiare il silenzioso pianeta blu, su cui scorre intensa la vita da cui sono esclusi: un matrimonio in crisi, un funerale, un fratello ammalato, un tifone che minaccia devastazione. Li vediamo nei brevi momenti di intimità in cui preparano pasti disidratati, fanno ginnastica per non perdere massa, dormono a mezz’aria in assenza di gravità, stringono legami tra loro per sottrarsi alla solitudine. Ognuno è preso dai propri pensieri e dal proprio passato terrestre, ma più scorre il tempo più cominciano a sentirsi parti di un unico corpo.
Né profondo né commovente, il romanzo Orbital di Samantha Harvey, che forse vorrebbe essere, nelle intenzioni dell'autrice, un canto d’amore alla bellezza del nostro pianeta - che osservato da lontano diventa prezioso e precario, un gioiello sospeso nell’infinito, un paradiso da proteggere -, ma che in realtà non riesce a essere altro che un testo retorico e superficiale.

Letto solo per completare una delle sfide su Goodreads, Canzoni funebri per ragazze quasi morte di Cherie Dimaline è la storia della quindicenne Winifred che vive da sempre nel cimitero di Winterson, dove il padre lavora. I suoi vagabondaggi per le tombe del cimitero, spesso avvolta in abiti bizzarri presi in prestito dal guardaroba della madre che non ha mai conosciuto, alimentano all'improvviso le voci che il cimitero sia stregato: un'ottima notizia, perché il luogo diventa meta di visite di curiosi e il rischio che venga chiuso, decretando la fine del lavoro del padre lì dove è seppellita la moglie, sembra allontanarsi. Tutto ciò che Winifred deve fare è ottenere l'aiuto della cugina truffatrice per alimentare la finzione con una messinscena. Ma tra le tombe compare una creatura che viene davvero dall'aldilà: è Phil, il fantasma di una ragazza vissuta troppo velocemente e morta nella gola accanto al cimitero. Winifred, attratta da Phil, scoprirà con lei gli slanci e le ansie dell'amore e dovrà interrogarsi sul senso della vita e della morte. 

Un pilota cinese, durante una manovra d'emergenza, approda su Marte, e scopre che il pianeta è abitato da uomini gatto. Accolto da uno di loro, chiamato Grande Scorpione, impara a parlarne la lingua e ne scopre via via usi e cultura, apprezzando gli effetti stupefacenti delle foglie di loto di cui si nutrono. Man mano che si addentra nella conoscenza della loro società, tuttavia, si accorge che quella a cui assiste è la fase finale di una civiltà in declino, ormai irrimediabilmente corrotta, soggiogata dagli stranieri, priva di valori morali.
Scritto tra il 1932 e il 1933, Città di gatti di Lao She è il primo romanzo di fantascienza della letteratura cinese e uno dei primi racconti distopici. Come anni più tardi La fattoria degli animali di Orwell, anche questo romanzo adombra una feroce satira politica: del regime instaurato dal Partito nazionalista cinese di Chiang Kai-shek, oltre che della Russia sovietica e di un intero mondo in crisi. 

Biscuit, del sud coreano Kim Sun Mi, è il termine con cui Seong Jaeseong designa le persone invisibili agli occhi dei più, umiliate, dimenticate, il cui cuore è stato calpestato più e più volte, e la cui presenza si è affievolita fino quasi a scomparire, ma che egli riesce a avvertire grazie al disturbo di cui soffre, l'iperacusia. Di queste anime spezzate, fragili come biscotti che si sbriciolano al minimo urto, Jaeseong ha deciso di prendersi cura. Ad aiutarlo nella sua missione i suoi due migliori amici, Deokhwan e Hyojin, tanto pacato e riflessivo lui quanto sanguigna e istintiva lei. Insieme formano un trio improbabile di giustizieri che faranno di tutto per aiutare una Biscuit ormai allo stremo delle forze a ritrovare la fiducia in se stessa e la sua strada nella vita.

Il libro delle porte di Gareth Brown si apre nella nevosa sera di New York in cui Cassie Andrews, che sta per chiudere la libreria in cui lavora, trova sulla sua abituale poltrona un affezionato cliente, l'anziano signor Webber, senza vita. Sul tavolino di fronte a lui c'è un piccolo libro, ma non è tra quelli in vendita, e non è lì per caso. Leggerissimo, dorso in pelle, ha pagine ricoperte di caratteri e disegni indecifrabili. Questo è il Libro delle Porte. Tenendolo in mano, ogni porta è tutte le porte. Tornata a casa, Cassie scopre infatti che il volumetto le consente di raggiungere qualsiasi luogo: è bastato pensare a Venezia e abbassare la maniglia di una porta, nell'appartamento che condivide con l'amica Izzy, e lì s'è ritrovata, in una stradina acciottolata della città, sotto una pioggia sottile. Quel libro così speciale non è unico nel suo genere, ma è il più ambito, e senza saperlo Cassie è appena diventata un bersaglio. La sola persona che può aiutarla è il proprietario di una biblioteca segreta di libri magici che ha dedicato la vita a salvaguardarli. Cassie, Izzy e la loro nuova conoscenza Drummond Fox devono allora unire le forze per proteggere il Libro delle Porte prima che cada nelle mani di opportunisti senza scrupoli, pronti a sfruttarne i poteri per tornaconto.

È una bellissima giornata a Newport, Rhode Island, quando Phoebe Stone arriva, da sola, al grand hotel Cornwall Inn sfoggiando un elegante vestito verde e scarpe dorate col tacco. Subito, nella hall, tutti la scambiano per una degli invitati che si sono raccolti nell’albergo per i festeggiamenti del matrimonio che sta per celebrarsi, ma in effetti lei è l’unica ospite dell’hotel estranea a quell’evento. Phoebe è lì perché sognava di soggiornarvi da anni, anzi sognava di farlo col marito, e adesso che lui l’ha lasciata Phoebe è arrivata al Cornwall con uno scopo ben preciso, e non esattamente in tono con l’atmosfera della festa: uccidersi. Nel frattempo la sposa ha pensato a ogni dettaglio, a ogni minimo particolare del suo matrimonio tranne che all’imprevista presenza di Phoebe.
Nulla di particolare, ma almeno riesce a essere a tratti divertente il romanzo di Alison Espach La magia dei momenti no

Due rapide e stagionali letture per il giorno della vigilia sono state Il maialino di Natale di J.K. Rowling, e Il Natale di Poirot di Agatha Christie.

Björn Larsson ha alle spalle un’esistenza nomade e vagabonda a bordo di una barca, ma anche quarant’anni di sfiancante pendolarismo. Pendolare incallito tra Danimarca, Svezia e Italia per lavoro e per amore, durante i suoi numerosi viaggi - in traghetto, treno, bus e qualche aereo - e migliaia di chilometri, ha osservato le abitudini e le nevrosi dei pendolari, incluso se stesso. Il risultato è un libro - Filosofia minima del pendolare - in cui episodi di vita vissuta sono occasioni di riflessione, e la lingua della letteratura si mescola al buffo chiacchiericcio quotidiano dei viaggiatori. Si passa da spunti su come scegliere i migliori posti sui mezzi di trasporto agli snervanti imprevisti che spesso tocca affrontare, passando per l’arte di trovare il tragitto più breve a considerazioni profonde sulla decadenza del linguaggio e le trasformazioni della società, con un occhio attento ai cambiamenti nel modo in cui viaggiamo. Tra citazioni dai miti letterari e critiche al capitalismo, tra riflessioni sull’isolamento durante la pandemia che ha toccato profondamente chi, come lui, trova nel viaggio una ragione di vita e i temi classici come il viaggio, lo sradicamento e il bisogno di libertà.

Completata la saga della ghostwriter, di Alice Basso si comincia quella di Anita, dattilografa della popolare rivista Saturnalia che pubblica racconti gialli americani, in cui detective dai lunghi cappotti, tra una sparatoria e l’altra, hanno sempre un bicchiere di whisky tra le mani. Nulla di più lontano dal suo mondo, eppure le pagine di Hammett e Chandler, tradotte dall'affascinante scrittore Sebastiano Satta Ascona, le stanno facendo scoprire il potere delle parole. Anita ha sempre diffidato dei giornali e anche dei libri, che da anni ormai non fanno che compiacere il regime. Ma queste sono storie nuove, diverse, piene di verità. Se Anita si trova ora a fare la dattilografa la colpa è solo la sua, perché poteva accettare la proposta del suo amato fidanzato Corrado, come avrebbe fatto qualsiasi altra giovane donna del 1935, invece di pronunciare quelle parole totalmente inaspettate: ti sposo ma voglio prima lavorare. E ora si trova con quella macchina da scrivere davanti in compagnia di racconti che però così male non sono, anzi, sembra quasi che le stiano insegnando qualcosa. Forse per questo, quando un’anziana donna viene arrestata perché afferma che un eroe di guerra è in realtà un assassino, Anita è l’unica a crederle. Ma come rendere giustizia a qualcuno in tempi in cui di giusto non c'è niente? Quelli non sono anni in cui dare spazio ad una visione obiettiva della realtà, il fascismo è in piena espansione. Anita deve trovare tutto il coraggio che ha e l’intuizione che le hanno insegnato i suoi amici detective per indagare e scoprire quanto la letteratura possa fare per renderci liberi. Il morso della vipera gode anche del vantaggio dell'audiolettura dell'autrice stessa, sempre piacevolissima.

Paesaggi, umori, incontri, riflessioni, racconti di un viaggiatore che scende con pietas e con humour lungo il vecchio fiume, dalle sorgenti al Mar Nero, ripercorrendo insieme la propria vita e le stagioni della cultura contemporanea, le sue fedi e le sue inquietudini. Danubio, di Claudio Magris, è un itinerario fra romanzo e saggio che racconta la cultura come esperienza esistenziale e ricostruisce a mosaico, attraverso i luoghi visitati e interrogati, le civiltà dell'Europa centrale - in tutta la complessa varietà dei suoi popoli e delle sue culture - rintracciandone il profilo nei segni della grande Storia e nelle effimere tracce della vita quotidiana. Viaggio esterno, dunque, e avventura interiore, minuziosa documentazione erudita che diventa materia di finzione e di digressione fantastica per un viandante curioso di luoghi, libri e persone che redige un piccolo Decamerone danubiano con storie e vicende, destini individuali e collettivi rimasti impigliati sulle rive del fiume e del tempo. Il Danubio diviene un labirintico percorso alla ricerca del senso della vita e della storia, sull'atlante della vecchia Europa e del nostro presente.

Quando Ryland Grace si risveglia, non ha assolutamente idea di dove si trovi né di chi sia. Vede solo che il suo corpo è collegato a decine di tubi, che gli oggetti intorno a lui cadono troppo velocemente e che i suoi due compagni di viaggio giacciono inermi nello spazio angusto che condividono. Poi, lentamente, la memoria riaffiora: Grace si trova a migliaia di chilometri dalla Terra, su una minuscola navicella spaziale lanciata a tutta velocità nelle profondità insondate dello spazio, unico sopravvissuto di una missione disperata per salvare il pianeta. Se fallisce, l'umanità è destinata a sparire a causa di misteriosi organismi che si nutrono dell'energia solare e che stanno rapidamente portando la Terra verso una nuova era glaciale. A bordo della Hail Mary, Grace è consapevole che ha pochissimo tempo a disposizione per neutralizzare il pericoloso nemico e che il destino della specie dipende unicamente da lui. O forse non è solo? Project Hail Mary di 
Andy Weir è straordinario, romanzo di fantascienza, testo divulgativo di fisica e scienza, riflessione antropologica e linguistica.

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