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lunedì 3 febbraio 2025

libri acquistati con il bonus docente (1)

Abbiamo iniziato a spendere i nostri bonus docente, circa metà della somma totale di uno dei due è andata. Anche quest'anno in acquisto di libri.

Innanzitutto due romanzi pubblicati da piccole case editrici consigliati da Vanni Santoni.
Pubblicato nel 1926, a lungo tempo dimenticato, riscoperto nel 1970 diventando subito un’opera di culto nei paesi anglofoni, e  ora arrivato alla prima traduzione italiana, Lud nella nebbia, di Hope Mirrlees, è un'antica città separata da noi da abissi di tempo e dimensioni estranee. In essa non ci sono né spade né incantesimi, ogni oggetto fatato è da tempo al bando, ogni riferimento alla magia è un tabù infrangibile. Da qualche tempo, però, sempre più cittadini finiscono preda di focosi deliri e frenetiche allegrie, sintomi della tremenda intossicazione da tutti temuta: quella da frutta fatata. E così Nataniel Cantachiaro, sindaco della città, deve decidersi a indagare su chi, come e perché stia illegalmente importando l’oscena merce dal Paese delle Fate.
Aliena di Phoebe Hadjimarkos Clarke è il racconto di una caccia dentro e fuori se stessi, e della paura che avvolge le nostre vite. Fauvel è una giovane donna che ha perso un occhio a causa di uno sparo della polizia durante una manifestazione, e per sottrarsi alla violenza della grande città accetta di occuparsi di Hannah, il cane di Luc, padre della sua migliore amica, e di trasferirsi nella loro casa di campagna a Cournac, un piccolo paese dell’entroterra francese. Hannah in realtà̀ non è un cane come un altro, ma il clone di una precedente Hannah che ora troneggia impagliata in salotto, tanto dolce e allegra quanto la seconda Hannah è difficilmente gestibile. Da una parte - come in una favola antica - i boschi intorno a Cournac sono popolati da misteriose creature che uccidono gli animali e da cacciatori che cercano di catturarle, dall’alto incombe la minaccia di extraterrestri che secondo i racconti di questi stessi cacciatori li avrebbero in più̀ occasioni rapiti e trasportati nei loro vascelli spaziali, mentre sullo sfondo si sente il ronzare della fabbrica di imbottigliamento di acqua minerale, un ronzio che diventa anche eco dello sfruttamento intensivo delle risorse naturali del tempo contemporaneo. Ad attraversare questo paesaggio ci sono quattro giovani e un cane: Fauvel e Hannah che si legano di una profonda amicizia che darà a entrambe la chiave per entrare l’una nel mondo dell’altra, in un rapporto che supera la verticalità della dominazione e diventa una delle forme dell’amore; Mado, la figlia di Luc e migliore amica di Fauvel, anche lei in cerca della sua parte di amore ma per ora volubile e spaesata, e catturata dal potere seduttivo di Julien, ex “gilet giallo” deluso, cacciatore, convinto di un prossimo ritorno degli extraterrestri; e poi Michel, che per la sua tesi di laurea indaga sui racconti che circolano intorno a questi extraterrestri e ne ricostruisce il legame con vecchi miti collettivi. Alla fine, tutti saranno prede e predatori insieme. 

Due volumi di Antonio Moresco.
Canto degli alberi, di cui l'autore dice: "Ho scritto questo libro nei mesi di isolamento per la pandemia. I suoi protagonisti sono gli alberi, in particolare gli alberi murati, quelli che crescono dentro i muri delle case degli uomini, visti come una nuova specie crocevia tra più mondi (vegetale, minerale, umano) e prefigurativa. L'ho scritto mentre ero anch'io murato, come tutte le donne e gli uomini del nostro Paese e del mondo, in un momento cruciale anche della mia vita personale, per di più bloccato dal divieto di viaggiare in una casa di Mantova, la città dove sono nato e ho trascorso l'infanzia e l'adolescenza, scatola nera della mia vita. Questo libro anche per me inaspettato è la mia risposta di scrittore a questo trauma e il mio appello a compiere un salto di piani e di specie e a dare vita a una metamorfosi. L'ho scritto giorno dopo giorno, in totale solitudine, con ispirazione, liberando in un unico flusso narrativo testimonianza, corpo a corpo col mondo, autobiografia trascesa, abbandono lirico, romanzo drammaturgico e figurale, canto, sogno, immaginazione, invenzione".
I pensieri per oltrepassare i nostri confini contenuti ne Il sogno del cammino, piccolo e intenso libro composto da due scritti sul cammino contenenti tante esperienze estreme e tanti anni di vita: il primo racconta i cammini metropolitani e solitari compiuti notte dopo notte durante l’arco di diversi decenni; il secondo è una riflessione più generale sul gesto di sconfinamento e parla dei cammini - anche di migliaia di chilometri attraverso l’Italia e l’Europa - compiuti da un gruppo di sconfinatori che si sono dati il nome di Repubblica nomade. Sono due modi opposti di camminare: il primo interiore, autistico, simile a una trance; il secondo vissuto come una trascendenza collettiva, un’impresa, una prova. Il primo è la testimonianza di un lungo dolore fronteggiato attraverso l’oltranza del cammino. Il secondo è una riflessione sulla potenza metamorfica del cammino. Per l'autore, non c’è opposizione tra i due modi di camminare: “nel camminatore collettivo c’è dentro il camminatore solitario, così come nel camminatore solitario c’è dentro il camminatore collettivo. Come se, anche quando cammino con altri, permanesse dentro di me una presenza nucleare irriducibile, inviolabile, irraggiungibile, e mentre cammino da solo camminassero dentro di me e attraverso di me tutti gli individui della mia e della nostra stirpe e persino i popoli che si sono forgiati attraverso migrazioni, esodi, diaspore”.

Non sono ancora arrivati, e la consegna è addirittura prevista per agosto, due interessanti saggi in inglese.
In Storytelling in the Modern Board Game - testo citato durante una delle lezioni del corso di perfezionamento in Gaming and Boardgame Design organizzato dall'Università di Genova che ho seguito la scorsa estate - Marco Arnaudo esplora le tendenze narrative dai tardi anni Sessanta a oggi: nel corso degli anni, i giochi da tavolo si sono evoluti fino a includere personaggi con cui è facile identificarsi, ambientazioni vivide e trame avvincenti e intricate; a loro volta, i giocatori sono diventati più emotivamente coinvolti, assumendo, in sostanza, il ruolo di coautori in una narrazione interattiva. Attraverso la lente degli studi sui giochi e della narratologia, applicando al mondo dei giochi concetti tradizionali di narrazione, questo libro esplora la sinergia tra giochi da tavolo, progettisti e giocatori in progetti orientati alla storia. L'autore fornisce una guida allo sviluppo per i progettisti di giochi e consiglia giochi da esplorare per i giocatori amatoriali.
In The Claremont Run, invece,  J. Andrew Deman dà conto di come, conclusasi nel 1991, la lunga gestione di Chris Claremont come autore di Uncanny X-Men abbia cambiato i fumetti per sempre, in particolare sovvertendo le questioni di genere. Durante i suoi sedici anni di scrittura della serie, Claremont ha rivitalizzato un franchise sull'orlo del collasso, dando forma agli X-Men che oggi amiamo. Ma, più di questo, Claremont ha raccontato un nuovo tipo di storia, articolando idee trasgressive sulla non conformità di genere, la mascolinità tossica e l'emancipazione femminile. L'indagine dell'autore abbina lettura attenta e analisi quantitativa per esaminare la rappresentazione di genere, i contenuti, i personaggi e la struttura della storia. Confrontando diverse centinaia di numeri di Uncanny X-Men con un migliaio di altri fumetti Marvel, viene fornito un resoconto completo delle sofisticate e progressiste politiche di genere di Claremont. Gli X-Men di Claremont hanno capovolto le norme di genere: dove storicamente i personaggi femminili erano semplici spunti per gli occhi, quelli di Claremont avevano ruoli da protagonista e personalità complesse e in evoluzione. Forse ancora più sorprendentemente, i suoi supereroi maschi sfidavano e complicavano gli standard di mascolinità. Innovativi per la loro epoca, i fumetti di Claremont sfidavano i lettori a vedere il mondo reale in modo diverso e trasformavano la cultura pop nel processo.

Non saranno certamente tra le mie letture, ma arricchiscono la scorta (stash) della nostra libreria il dizionario definitivo dei punti a maglia Vogue Knitting - con più di 800 schemi di punti, un volume enorme e completo con texture di dritti e rovesci, trecce, pizzi, lavorazioni a colori -, la guida a oltre 50 metodi di avvio e chiusura del lavoro a maglia Cast On, Bind Off,  la Collezione di punti a uncinetto tunisino - con 150 punti essenziali - e i tre volumi di Tunisian Crochet - punti di base e texture di dritti e rovesci, lavorazioni a colori.

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