
Ma non è eccessivo e blasfemo l'umorismo della serie? Se però è vero – come sostiene il personaggio del film Seven John Doe – che «per farti ascoltare non è più sufficiente battere sulla spalla del tuo vicino, devi fare scoppiare una bomba», allora tale umorismo può shoccare, sconvolgere, stimolare e indurre le persone a pensare e a parlare. Una società in cui si conversa di più e in cui vi è un maggiore scambio di idee è, a conti fatti, più felice di una società in cui vi è meno conversazione e dialogo sociale. Quindi, è giusto ridere di e con South Park – e del resto, nell’opera teatrale Le nuvole di Aristofane ci sono tante battute sui peti quante ce ne sono in un tipico episodio di Trombino e Pompadour in South Park.
Quindi scendiamo liberamente a South Park per interrogarci su questioni etiche (quali sono i valori morali giusti?), politiche (la satira e l'ironia, anche la più blasfema, possono essere una difesa della democrazia, di una società aperta e antitotalitaria?), esistenziali (la vita ha senso o è assurda come le ripetute morti di Kenny?), metafisiche (quali sono i criteri per stabilire l'identità personale? Come è possibile lo scandalo del male nel mondo? Come si può giustificare la banale malvagità di Cartman?), filosofiche in generale (perché e a cosa credere? si interroga nelle sue dubbiose e cartesiane meditazioni Kyle; quali sono le possibilità e le implicazioni dell'intelligenza artificiale? Qual è il rapporto tra fede e ragione? Come arrivare alla verità e alla conoscenza, forse con i socratici dialoghi di Kyle e Stan?).
2 interventi:
la prossima volta che ti devo chiedere qualcosa faccio scoppiare una bomba...come oggi a pranzo (solo che oggi non ricordavo cosa ti dovevo dire)...poi non dire che non ti avevo avvertito...'pito?cledisi
'pito! ;-)
Posta un commento